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Apprendere giocando con Tutpup



tutpup

Tutpup è un portale di giochi educativi per bambini.

L’accesso è gratuito e non contiene pubblicità. I bambini con l’aiuto e il consenso dei genitori possono registrarsi ed iniziare le divertenti attività educative disponibili che riguardano soprattutto giochi matematici e lo spelling di parole inglesi, ossia la scrittura di semplici termini pronunciati dal sistema.

Per salvaguardare al massimo la sicurezza la navigazione è anonima perché i bambini devono usare uno pseudonimo formato dal nome di un animale e da un colore (io per esempio ho creato un account come whitelion).

L’obiettivo del sito è fornire ai piccoli studenti di tutte le nazionalità una serie di giochi competitivi in quanto essi gareggiano tra di loro acquisendo abilità scolastiche. In poche parole: imparare giocando in un vero e proprio campionato con tanto di classifiche.

Tutpup è ancora in fase di sviluppo e presto saranno aggiunte tante altre attività. Sebbene pensato per i bambini di madre lingua inglese è adatto anche al pubblico italiano anche perché si possono scegliere i livelli di difficoltà. Inoltre è un’ottima occasione per praticare ed apprendere un po’ d’Inglese.

Potrebbe diventare un potente mezzo didattico per gli insegnanti di Matematica e Inglese e un sito dove i genitori possono lasciare i loro figli a divertirsi in modo costruttivo.

Via | maestroalberto | web 2.0 scuola nuove tecnologie


Un gioco fantastico per apprendere le leggi della fisica: Phun


Phun è un gioco gratuito semplicemente stupendo.

Permette di disegnare oggetti e figure con i quali simulare le leggi della fisica in due dimensioni facendoli cadere, spostandoli, collocandoli sopra ad altri.

Il video che ho inserito vale più di tante parole.

Sebbene sia in inglese è molto intuitivo e con un po’ di pratica diventa piuttosto facile. Se si inizia a giocare non si smette più!

Il programma è stato realizzato da uno studente svedese, Emil Ernerfeldt, dell’Università di Umeå ed è disponibile sia per Windows che per Linux (presto anche per Mac OS).

Imperdibile…

Vedi anche Crayon Physics: un gioco educativo gratuito per ritornare all’infanzia.

Scarica la versione per Windows: eseguibile | archivio zip (non necessita di installazione).

Via | Bitelia

Imparare l’inglese giocando


ManyThings

ManyThings è un ricco sito pieno di tante risorse, pensato per i ragazzi che vogliono apprendere l’Inglese come seconda lingua.

C’è di tutto: giochi, puzzle, parole crociate, dizionario, grammatica, ascolto e pronuncia… Un posto ideale per gli insegnanti di lingua Inglese.

Io mi limito a segnalare ManyThings Hangman, una pagina in cui ci sono tantissimi giochi dell’impiccato per imparare qualche parola d’inglese divertendosi.

I giochi sonno suddivisi per per tipologia e livello di difficoltà. Ce ne sono alcuni adatti anche ai bambini piccoli, sono quelli dove si deve indovinare i nomi degli animali, delle parti del corpo. dei frutti…

Sebbene pensato anche per studenti che possiedono già una certa padronanza della lingua si può trovare un livello adatto anche a chi vuol apprendere un po’ di inglese base.

Ne approfitto per segnalare anche un divertente hangman a sfondo religioso…

Risorse web sulla didattica della Religione

Religione 2.0 è il blog dell’amico Luca Paolini che si occupa della didattica della Religione con le moderne tecnologie reperibili in rete, il cosiddetto web 2.0.

E’ possibile insegnare Religione con le queste nuove applicazioni? Dopo quasi un anno di ricerca e di segnalazioni la risposta sembra proprio essere si.

Il web 2.0 può essere un valore aggiunto al classico insegnamento della Religione, uno strumento accattivante, immediato e familiare alla maggior parte dei ragazzi.

Le Google Maps, Second Life, Youtube, Flickr, sono solo alcuni esempi di come l’insegnamento può essere arricchito di nuove e importanti risorse.

Un conto è descrivere a parole o con semplici disegni la Palestina, un conto è visitare tutti i luoghi menzionati nella Bibbia con Google Earth. Un conto è parlare del Tempio di Gerusalemme, ma visitarlo ricostruito in 3D su Second Life è sicuramente un esperienza più significativa.

Tuttavia il web 2.0 non è solo una serie di applicazioni ma è anche un approccio, una metodologia di condivisione e visualizzazione di contenuti; verrebbe quasi da dire che si può essere insegnanti al passo con i tempi del 2.0 anche senza un computer in classe.

Certamente il ruolo dell’insegnante educatore che fa proprie e utilizza le nuove tecnologie è indispensabile e insostituibile non solo per la fase di presentazione ma anche e soprattutto di elaborazione e riflessione.

Questo vale in tutti gli ordini di scuola, dalla Primaria, per la quale l’aspetto ludico e sicuramente determinante, alla scuola Secondaria di secondo grado dove invece il web 2.0 può offrire validi strumenti di elaborazione delle informazioni.

Ho avuto la fortuna di incontrare il professor Paolini durante un corso di formazione a Montecatini l’anno scorso e da allora ho capito di avere con lui davvero molti interessi in comune.

Le risorse di Religione 2.0, archiviate e catalogate per la Scuola Primaria si trovano a questo link.

Applicazione per creare giochi, diagrammi ed attività educative personalizzate

Clicca qui per la versione a schermo intero

ClassTools è semplicemente il massimo che un insegnante appassionato di tecnologia possa reperire in rete. Si tratta di un’applicazione web che permette di creare utili strumenti educativi sotto forma di gioco.

Le risorse da costruire sono per il momento quindici. Ne cito alcune: Post It per prendere rapidi appunti, digrammi di vario genere, linee del tempo per visualizzare e contestualizzare eventi storici, grafici, puzzle, strumenti di analisi e di programmazione delle lezioni.

Ogni risorsa ha una sua guida passo passo che mostra le opzioni e le varie possibilità.

Con ClassTools è molto semplice costruire un’attività su misura in base ai bisogni degli allievi. Il servizio è gratuito e aperto alle proposte degli utenti.

Non c’è bisogno di registrarsi e, una volta generato il nostro gioco educativo o la nostra attività, la si può inserire in una pagina web (vedi esempi) attraverso un semplice copia incolla di una porzione di codice HTML.

Non solo, gli si può assegnare un link permanente (esempio)) in modo da ritrovarlo disponibile online in una pagina web. Essa può essere anche scaricata come file HTML, usata ed aperta offline con un qualsiasi browser.

Clicca qui per la versione a schermo intero

Insomma uno strumento educativo eccellente, dinamico, personalizzabile, perfetto per creare materiali didattici.

ClassTools mette a disposizione agli insegnanti anche un potente mezzo per inserire giochi ed attività nei propri siti personali o magari anche in quello della scuola.

Una grande risorsa che si presta agli scopi più variegati, creativa e divertente. Sarebbe davvero fantastico se la piattaforma potesse essere del tutto aperta alle proposte degli educatori e ad altre lingue oltre all’Inglese.

Per ora comunque va già molto bene così com’è.

Da un’ieda del creatore di Archive History.

Articolo interamente tratto dal mio blog personale (Web 2.0 Scuola Nuove Tecnologie): link.

Apprendere le prime parole dell’Inglese divertendosi

Kindersay è un’applicazione web dedicata a bambini e famiglie che consente di apprendere il lessico base dell’Inglese divertendosi.

Ci sono più di 500 figure e disegni accompagnati da un clip con una signorina che offre una perfetta pronuncia della parola corrispondente.

Kindersay, quindi, è un sito educativo rivolto ai bambini lingua madre Inglese in età prescolare, ma che può essere usato con soddisfazione anche dai nostri bambini per apprendere il vocabolario essenziale.

Potrebbe benissimo essere utilizzato anche dagli insegnanti delle Scuole Primarie per organizzare le proprie lezioni in laboratorio.

Kindersay propone anche una zona a pagamento dove gli utenti possono caricare immagini personali, organizzarsi un vero e proprio ambiente di apprendimento personalizzato per tutta la famiglia, creare lezioni e presentazioni, salvare le immagini preferite.

La parte gratuita, tuttavia, è più che sufficiente, per lo studio e lo svago dei bambini italiani.

Articolo interamente tratto dal mio blog personale (Web 2.0 Scuola Nuove Tecnologie): link.


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