Hai mai pensato che le parole che indicano le azioni hanno un nome speciale? Si chiamano verbi! ? In questa guida scopriremo insieme tutto quello che c’è da sapere sui verbi italiani, in modo semplice e divertente.
Che cos’è un verbo?
I verbi sono parole che ci dicono cosa fa una persona, un animale o una cosa. Per riconoscerli, basta farsi la domanda: “Che cosa fa?”
Maria scrive sul quaderno.
La pecora bela nel prato.
Il fornaio impasta il pane.
Vedi? Le parole in grassetto sono tutte verbi! ?
Chi compie l’azione? Le persone del verbo
Quando usiamo un verbo, dobbiamo sapere chi fa l’azione. Le persone del verbo possono essere singolari (una sola) o plurali (tante):
Singolare (una persona)
1ª persona:io — sono io che faccio l’azione
2ª persona:tu — sei tu che fai l’azione
3ª persona:egli / lui / lei — è lui o lei che fa l’azione
Plurale (più persone)
1ª persona:noi — siamo noi che facciamo l’azione
2ª persona:voi — siete voi che fate l’azione
3ª persona:essi / loro — sono loro che fanno l’azione
Le tre famiglie dei verbi: le coniugazioni
I verbi italiani si dividono in tre grandi famiglie, chiamate coniugazioni. Le riconosciamo dalla loro fine quando sono all’infinito (la forma base, come la trovi nel vocabolario):
Famiglia
Come finisce?
Esempi
1ª coniugazione
–are
giocare, cantare, saltare
2ª coniugazione
–ere
scrivere, leggere, correre
3ª coniugazione
–ire
partire, dormire, aprire
Trucco per ricordare: pensa alla parola AEI ? -are, -ere, -ire. Come le vocali, ma senza la O e la U!
Quando succede l’azione? I tempi del verbo
I verbi cambiano forma per farci capire quando avviene un’azione: nel passato, nel presente o nel futuro.
Tempo Presente – ORA
Indica azioni che si fanno adesso, in questo momento.
Esempio: “Adesso scriviamo sul quaderno.”
Tempo Passato – PRIMA
Indica azioni che sono già avvenute, ieri o tanto tempo fa.
Esempio: “Ieri ho guardato i cartoni.”
Tempo Futuro – POI
Indica azioni che faremo dopo o domani.
Esempio: “Domani andrò al mare.”
Come ricordarlo? Pensa a una linea del tempo: PRIMA – ADESSO – POI. I verbi si muovono lungo questa direzione!
I verbi speciali: Essere e Avere
Tra tutti i verbi, essere e avere sono i più importanti. Li usiamo in due modi diversi:
1 Con il loro significato
Essere ci dice chi è, com’è o dov’è qualcuno:
“Pix è un panda.”
“Tu sei allegro.”
Avere indica che si possiede qualcosa o si prova una sensazione:
“Io ho un cavallo.”
“Piumino ha fame.”
2 Come verbi ausiliari (= aiutanti!)
Essere e avere si chiamano anche ausiliari, perché aiutano gli altri verbi a formare i tempi passati. Senza di loro, non potremmo raccontare cosa è successo ieri!
Con ESSERE
Con AVERE
“Rachele è andata a scuola.”
“Io ho letto un libro.”
“Siete arrivati tardi.”
“Abbiamo visto un film.”
Ripassiamo insieme: la mappa dei verbi
Il verbo indica un’azione
Ha 6 persone: io, tu, lui/lei, noi, voi, loro
Appartiene a una delle 3 coniugazioni: -are, -ere, -ire
Cambia forma in base al tempo: presente, passato, futuro
Essere e avere sono i verbi più importanti e fanno anche da ausiliari
Altre schede (anche da colorare) e presentazioni sotto:
La rondine è uno degli uccelli più amati della primavera italiana. Con le sue ali agili e la caratteristica coda biforcuta, annuncia ogni anno il ritorno della bella stagione. In questo post trovi il dettato “La rondine”, un testo breve ma ricchissimo di spunti didattici per le classi seconda e terza della scuola primaria.
Dal punto di vista linguistico il brano offre occasioni preziose per riflettere sugli aggettivi qualificativi, per lavorare sull’uso dell’acca e sull’accento nella è (la “è” che spiega, verbo essere), oltre a essere un ottimo esempio di testo descrittivo su un animale. Non mancano stimoli per arricchire il lessico e per approfondire, in chiave scientifica, il concetto di migrazione degli uccelli.
Il dettato: La rondine
La rondine ci porta la primavera.
Costruisce il suo nido di creta e di paglia, sotto le grondaie.
Ha la coda biforcuta, il petto bianco, il corpo sottile, le ali grandi.
È un’ottima volatrice. Ai primi freddi se ne va via verso le terre calde per ritornare da noi alla bella stagione: è un uccello migratore.
La rondine è assai utile alla campagna perché distrugge parecchi insetti dannosi di cui è ghiotta.
Obiettivi didattici
Questo dettato è indicato per le classi seconda e terza perché permette di lavorare su più competenze contemporaneamente.
1. Gli aggettivi qualificativi
Il testo è particolarmente ricco di aggettivi qualificativi che descrivono la rondine. Dopo il dettato, chiedi ai bambini di sottolineare tutti gli aggettivi che trovano: biforcuta, bianco, sottile, grandi, ottima, calde, utile, dannosi, ghiotta. Puoi costruire una tabella con il nome cui si riferisce ogni aggettivo e chiedere loro di trovarne altri, sinonimi o contrari.
2. L’uso dell’acca
Il dettato offre occasioni per valutare la corretta scrittura di parole che contengono il digramma <ch> o <Ha> (verbo avere) e per riflettere più in generale sull’acca muta in italiano. Puoi proporre un’attività di ricerca di parole con l’acca nella stessa famiglia semantica: ghiotto, ghiottoneria, ecc.
3. La è con accento (la “è” che spiega)
Nel brano compare più volte la è accentata con funzione di voce verbale (“La rondine è assai utile…”, “è un uccello migratore…”). È una buona occasione per distinguere graficamente la è accentata (verbo essere) dall’e senza accento (congiunzione), un errore ortografico frequente nelle classi seconda e terza.
4. Il testo descrittivo su un animale
La rondine è presentata attraverso un classico testo descrittivo: vengono illustrate le caratteristiche fisiche (forma del corpo, colori, coda), le abitudini (costruisce il nido sotto le grondaie), il comportamento migratorio e il ruolo ecologico. Puoi usare questo brano come modello per far produrre ai bambini un testo descrittivo su un altro animale a loro scelta.
5. Arricchimento del lessico
Il testo contiene parole non sempre familiari che meritano attenzione: grondaie, biforcuta, creta, volatrice, migratore, ghiotta. Proponi un piccolo glossario: chiedi ai bambini di cercare il significato sul dizionario insieme all’insegnante e di creare una frase originale con ogni parola nuova.
6. La migrazione degli uccelli – approccio scientifico
Il dettato introduce il concetto di uccello migratore in modo naturale. È un’ottima porta d’ingresso per un approfondimento scientifico: perché la rondine migra? Dove va? Come si orienta durante il viaggio? Puoi collegare questo tema a una lezione di scienze sulle stagioni, sugli habitat e sulle strategie di sopravvivenza degli animali.
Suggerimenti pratici per il dettato
Prima lettura espressiva: leggi tutto il testo una prima volta, senza dettare, per dare ai bambini una visione d’insieme.
Dettato a velocità naturale: rileggi il testo a voce alta a ritmo normale, suddiviso in segmenti logici (frase per frase o sintagma per sintagma).
Autocorrezione guidata: dopo il dettato, mostra il testo originale alla lavagna e chiedi ai bambini di confrontarlo con quanto scritto, cerchiando gli errori a matita.
Discussione collettiva: raccogli gli errori più frequenti (l’acca, la è accentata, gli aggettivi qualificativi e la loro concordanza con il nome) e affrontali insieme in classe.
Scheda di analisi: a conclusione dell’attività, proponi una semplice scheda in cui i bambini individuano e classificano gli aggettivi qualificativi del testo.
Attività di arricchimento
Per chi vuole andare oltre il semplice dettato, ecco alcune idee per ampliare l’attività:
Disegno scientifico: chiedi ai bambini di illustrare la rondine etichettando le parti del corpo descritte nel testo (coda biforcuta, petto bianco, ali grandi).
Mappa concettuale: costruisci insieme una mappa con i nodi aspetto fisico – comportamento – alimentazione – migrazione.
Confronto con altri uccelli migratori: rondine, rondone, cicogna, capinera… ogni specie ha le sue rotte. Un piccolo progetto di ricerca a coppie può motivare anche i meno entusiasti.
Poesia collettiva: partendo dagli aggettivi trovati nel dettato, costruite insieme una filastrocca sulla rondine.
Lo sapevi? La rondine e la migrazione
Le rondini (Hirundo rustica) percorrono ogni anno migliaia di chilometri per raggiungere i quartieri di svernamento in Africa subsahariana. Il viaggio di andata, in autunno, dura diverse settimane e si svolge in gruppi numerosi. In primavera ritornano quasi sempre allo stesso nido dell’anno precedente: hanno una straordinaria capacità di orientamento, grazie al campo magnetico terrestre e al sole come bussola. Non male per un uccello che pesa poco più di 20 grammi!
Conclusione
Il dettato “La rondine” è un testo breve e accessibile che offre, al tempo stesso, una densità didattica sorprendente: ortografia, morfologia, lessico e scienze naturali si intrecciano in poche righe. Perfetto per una mattina di primavera, quando le rondini tornano a volare sopra le nostre scuole.
Approfitta delle illustrazioni da mostrare alla LIM come spunto per un disegno e delle schede da scaricare e colorare.
Hai usato questo dettato in classe? Raccontami come è andata nei commenti qui sotto!
Conservo questo post in bozza da alcuni anni: è giunto il momento di aggiornarlo e pubblicarlo per la sua utilità e facilità d’uso, anche nella didattica.
Quante volte hai pensato: “Vorrei registrare la mia voce e condividere questo audio con i miei alunni (o con i colleghi) senza complicazioni?” E soprattutto senza per forza usare le solite chat tipo WhatsApp, dove la privacy è tutta da verificare?
Oggi ti presento uno strumento che fa esattamente questo, in modo semplice, gratuito e senza bisogno di installare nulla: si chiama Reverb Record e lo trovi all’indirizzo record.reverb.chat.
Cos’è Reverb Record?
Reverb Record è uno strumento web gratuito che ti permette di registrare note vocali e audio direttamente dal browser, senza creare un account, senza scaricare app e senza configurazioni complicate. Una volta registrata la tua voce, puoi condividere il file audio con un semplice link oppure incorporarlo in un sito web, in una e-mail o in una chat.
È pensato per chi vuole condividere la propria voce in modo rapido e immediato: insegnanti, educatori, professionisti, genitori — chiunque abbia qualcosa da comunicare con l’audio anziché con il testo.
Cosa puoi fare con Reverb Record
Registrare la voce direttamente dal browser, senza installare nulla
Condividere l’audio con un link unico, subito pronto dopo la registrazione
Inviare la nota vocale via e-mail o messaggio (WhatsApp, Telegram, ecc.)
Incorporare l’audio in un sito o blog tramite codice embed
Condividere direttamente su X (ex Twitter), dove l’audio si riproduce online
Nessuna registrazione richiesta: funziona immediatamente, senza account
Come funziona: guida passo dopo passo
Usare Reverb Record è davvero semplicissimo. Ecco come fare in 4 passaggi:
1 Apri il sito
Vai su record.reverb.chat con il tuo browser (Chrome, Firefox, Safari o Edge vanno tutti bene). Non serve creare un account.
2 Autorizza il microfono
Al primo accesso il browser ti chiederà di autorizzare l’uso del microfono. Clicca su “Consenti” per procedere. Senza questa autorizzazione la registrazione non può partire.
3 Registra la tua voce
Premi il pulsante di registrazione (il grande tasto rosso) e inizia a parlare. Quando hai finito, premi “Stop”. Puoi riascoltare la registrazione prima di condividerla.
4 Condividi il tuo audio
Dopo aver fermato la registrazione, il sito genera automaticamente un link unico che puoi copiare e inviare a chiunque. Puoi anche ottenere un codice embed per inserire l’audio nel tuo sito o blog WordPress.
Consiglio del Maestro Alberto: Prova a usare Reverb Record per registrare lezioni, istruzioni per qualunque cosa, spiegazioni degli esercizi o messaggi di benvenuto per i genitori ad un evento della classe. Risparmierai tempo e renderai la comunicazione molto più personale e diretta rispetto a un testo scritto!
Come usarlo in classe e a scuola
Reverb Record ha tante applicazioni pratiche nel mondo della scuola primaria e non solo:
Spiegazioni audio degli esercizi: registra la consegna di un compito e condividila con il link nel registro elettronico ai genitori
Letture espressive: fai registrare agli alunni (con il tuo smartphone) una lettura ad alta voce da condividere con la classe
Feedback vocale: invece di scrivere un lungo commento scritto su un elaborato, registra un breve messaggio vocale di feedback
Collaborazione a distanza: condividi spiegazioni e istruzioni con alunni assenti o in DAD
Progetti di lingua: ottimo per l’apprendimento delle lingue straniere, per registrare dialoghi e pronunce
Pro e contro
Punti di forza
Completamente gratuito e senza registrazione
Funziona su qualsiasi dispositivo con un browser moderno (PC, tablet, smartphone)
Link di condivisione generato in modo istantaneo
Possibilità di incorporare l’audio via embed nel proprio sito
Interfaccia semplicissima, adatta anche a chi non è esperto di tecnologia
Limiti da tenere presenti
Le registrazioni non vengono salvate in modo permanente: il link potrebbe scadere nel tempo
Non è possibile modificare o tagliare l’audio registrato
Per registrazioni più lunghe o professionali, strumenti come Audacity o GarageBand restano la scelta migliore
Richiede una connessione internet per funzionare
Alternative simili da conoscere
Se Reverb Record non fa al caso tuo, ecco altri strumenti gratuiti per registrare e condividere audio online:
Vocaroo (vocaroo.com) — il più conosciuto, funziona in modo molto simile
SpeakPipe — ottimo per ricevere messaggi vocali dai visitatori del tuo sito
Clyp.it — permette di caricare file audio e condividerli facilmente
Conclusione
In un mondo dove la comunicazione digitale è sempre più parte della nostra vita scolastica e professionale, avere a disposizione uno strumento semplice, veloce e gratuito per registrare la voce online è davvero prezioso. Reverb Record risponde perfettamente a questa esigenza: niente account, niente download, solo voce e condivisione immediata.
Provalo e dimmi cosa ne pensi nei commenti! Usi già strumenti simili per la tua classe o il tuo lavoro? Condividi la tua esperienza qui sotto.
ChatGPT a scuola: la guida pratica per insegnanti, maestre e alunni
Ormai è difficile non sentirne parlare: ChatGPT è entrato prepotentemente nelle nostre vite — e naturalmente anche a scuola. Ma come funziona davvero? È utile? È sicuro? Può aiutare i bambini della scuola primaria?
Da oltre vent’anni su queste pagine parliamo di strumenti digitali pensati per la scuola primaria italiana, con i piedi ben piantati in classe e la testa aperta alle novità. Oggi affrontiamo insieme ChatGPT: niente allarmismi, niente entusiasmi esagerati — solo una guida concreta e onesta.
Ho diviso il post in tre parti: prima cosa può fare ChatGPT per l’insegnante, poi per l’alunno, e infine un box speciale dedicato alla scuola primaria con esempi pratici pensati proprio per i nostri bambini.
ChatGPT per l’insegnante: il tuo assistente instancabile
Immagina di avere in sala insegnanti un collega che non si stanca mai, risponde in pochi secondi e non si lamenta mai dei verbali. Ecco, più o meno è questo ChatGPT per noi insegnanti, maestre e maestri.
1. Creare materiali didattici in un lampo
Verifica di grammatica per la classe terza? Scheda di lettura e comprensione? Esercizi di matematica differenziati per livello? ChatGPT ti genera una bozza in pochi secondi. Tu poi la rivedi, adatti e personalizzi — perché conosci i tuoi allievi meglio di qualsiasi intelligenza artificiale.
Prompt utile: “Crea una verifica di grammatica italiana per la classe terza della scuola primaria: 5 domande sul nome e 5 sul verbo, livello base, con spazio per le risposte.”
2. Comunicazioni per le famiglie
Circolare per la gita, lettera per la recita di Natale, comunicazione per i colloqui individuali… ChatGPT scrive comunicazioni chiare e formali in pochi secondi. Tu le controlli, le personalizzi e le firmi. Risparmio di tempo garantito!
3. Pianificare unità di apprendimento
Puoi chiedere a ChatGPT di aiutarti a strutturare un’intera unità didattica: obiettivi di apprendimento, attività, metodologie, tempi. Otterrai uno schema di partenza solido su cui lavorare — ovviamente da adattare alla tua realtà scolastica.
Prompt utile: “Progetta un’unità di apprendimento sulla civiltà egizia per la classe quarta della scuola primaria: 5 lezioni da 60 minuti, con attività pratiche e un momento di verifica finale.”
4. Trovare spiegazioni alternative
Hai un bambino che non riesce a capire le frazioni con il metodo classico? Chiedi a ChatGPT spiegazioni diverse, con metafore, storie, esempi visivi. È uno strumento prezioso per la didattica inclusiva e per non rimanere mai a corto di idee.
5. Supporto per BES e DSA
ChatGPT può aiutarti a semplificare un testo, renderlo più accessibile, strutturare attività differenziate per alunni con bisogni educativi speciali. Non sostituisce lo specialista, ma può darti idee pratiche e immediate per personalizzare la didattica.
6. Quiz e domande di ripasso
Fine lezione, hai cinque minuti? Chiedi a ChatGPT di generare 10 domande a risposta multipla su quello che avete appena studiato. In trenta secondi hai il tuo quiz di ripasso pronto per la classe!
7. Idee per attività creative e interdisciplinari
Vuoi collegare la storia degli Egizi con il disegno, la scrittura creativa e la matematica? ChatGPT è bravissimo a proporre attività interdisciplinari originali. Chiedilo e vedrai quante idee interessanti ti suggerisce.
Focus Scuola Primaria: usi concreti in classe
Questo blog esiste da oltre vent’anni per la scuola primaria italiana, e non potevamo non dedicare uno spazio speciale agli usi di ChatGPT pensati proprio per i bambini dai 6 agli 11 anni e per chi insegna ogni giorno.
Per la maestra e il maestro di primaria
Dettati personalizzati: chiedi a ChatGPT dettati con le difficoltà ortografiche su cui stai lavorando in quel momento (doppie, accenti, apostrofo…). Puoi specificare la classe e il livello: “Scrivi un dettato di 80 parole per la classe seconda con parole contenenti l’apostrofo e le doppie.”
Filastrocche e poesie tematiche: serve una poesiola sull’autunno per la recita? O una filastrocca per imparare le tabelline? ChatGPT le scrive in un attimo — poi le puoi rifinire con il tuo tocco personale.
Storie per la lettura ad alta voce: puoi farti generare brevi racconti con protagonisti bambini, ambientati in contesti familiari, con un vocabolario adatto alla classe che hai davanti. Perfetti per la lettura collettiva e per la comprensione del testo.
Schede di geometria e logica:“Crea 5 problemi di geometria per la classe quarta con rettangoli e quadrati, includendo il calcolo del perimetro.” Hai la scheda pronta da stampare.
Testi semplificati per alunni stranieri o con DSA: incolla un testo di storia o scienze e chiedi: “Semplifica questo testo per un bambino di 8 anni con difficoltà di lettura, usando frasi brevi e parole comuni.”
Rubriche di valutazione:“Crea una rubrica di valutazione per un elaborato scritto di classe quinta, con quattro livelli di competenza.” Pronta in pochi secondi.
Per l’alunno di primaria (con l’adulto vicino!)
Capire una parola difficile: il bambino incontra una parola che non conosce? Può chiedere a ChatGPT: “Cosa significa ‘alluvione’? Spiegamelo come se avessi 8 anni.” — e ottenere una spiegazione semplice e chiara.
Un aiuto per iniziare a scrivere: il classico “non so cosa scrivere!” si risolve chiedendo: “Dammi tre idee per una storia su un drago che ha paura del fuoco.” L’idea la dà l’AI, la storia la scrive il bambino.
Domande per studiare: prima di una verifica, il bambino può chiedere: “Fammi cinque domande sui Romani come se fossi la mia maestra.” Un modo divertente e interattivo per allenarsi.
Capire meglio una spiegazione:“Non ho capito bene le frazioni. Me le spieghi con l’esempio della pizza?” — ChatGPT è paziente, non si stanca mai e riprova finché non si capisce.
Traduzione e inglese: per le prime classi che iniziano con l’inglese, ChatGPT può aiutare a capire parole, costruire frasi semplici o fare piccoli esercizi ludici.
Importante per i genitori: per i bambini della scuola primaria: l’uso di ChatGPT deve sempre avvenire con un adulto presente. Non è uno strumento per fare i compiti al posto loro, ma per capire meglio insieme!
Infografica: ChatGPT a scuola – usi per insegnanti e alunni | albertopiccini.it
ChatGPT per l’alunno: studiare con un tutor sempre disponibile
Passiamo dall’altra parte della cattedra. ChatGPT può essere un ottimo alleato anche per i ragazzi, se usato nel modo giusto. La parola chiave è una sola: usarlo per capire, non per copiare.
1. Chiedere spiegazioni su misura
Non hai capito la spiegazione in classe? Puoi chiedere a ChatGPT di rispiegartelo con parole più semplici, con esempi diversi, con una storia. È come avere un tutor disponibile 24 ore su 24 — e non si stanca mai di rispiegare!
Come chiedere bene: “Spiegami chi erano i Romani come se avessi 9 anni e non ne avessi mai sentito parlare.”
2. Fare un riassunto (e poi riscriverlo con le proprie parole!)
ChatGPT può fare il riassunto di un testo. Ma attenzione: l’obiettivo non è copiarlo! L’obiettivo è leggerlo, capirlo e poi riscriverlo con le proprie parole. Usato così diventa uno strumento di comprensione, non di pigrizia.
3. Capire gli errori nei compiti
Hai fatto un problema di matematica e non sai dove hai sbagliato? Mostra il tuo ragionamento a ChatGPT e chiedgli dove hai fatto l’errore. Questo è un uso virtuoso: ti fa capire, non ti dà semplicemente la risposta giusta.
4. Aiuto con le lingue straniere
ChatGPT parla benissimo l’inglese — e molte altre lingue. Può aiutare a tradurre, correggere una frase, capire una regola grammaticale. Si può persino conversare con lui per esercitarsi!
5. Allenare la creatività e la scrittura
Non sai da dove iniziare con il tema? Chiedi a ChatGPT cinque idee per una storia. Poi scegli quella che ti piace di più e la storia la scrivi tu. L’AI dà lo spunto, la creatività rimane tua!
6. Prepararsi a un’interrogazione
ChatGPT può fare l’interrogatore: chiedigli di farti domande sull’argomento che stai studiando. È un ottimo modo per scoprire cosa sai già e cosa devi ripassare, prima della verifica vera.
Le regole d’oro per usare ChatGPT a scuola
Prima di salutarci, cinque regole fondamentali che non si devono mai dimenticare:
Non copiare mai quello che scrive ChatGPT parola per parola. Usalo per capire, non per sostituire il tuo lavoro.
Controlla sempre le informazioni: ChatGPT a volte si sbaglia, e con una certa sicurezza! Non è una fonte infallibile.
Per i bambini della primaria: genitori e insegnanti devono sempre essere presenti e informati.
Privacy prima di tutto: mai inserire nome completo, scuola, indirizzo o altri dati personali nei messaggi.
Pensa sempre con la tua testa: l’intelligenza artificiale è un assistente potente, ma il cervello — e la creatività — sono tuoi e nessuno te li può dare.
In conclusione
ChatGPT non è la soluzione a tutto, né il nemico della scuola. È uno strumento potente che, usato con consapevolezza e con le giuste regole, può davvero arricchire l’esperienza di chi insegna e di chi impara.
Come sempre su queste pagine, l’obiettivo non è inseguire la tecnologia per la tecnologia, ma scegliere quello che davvero fa bene ai nostri bambini e alla nostra didattica. E voi? Lo usate già? Avete dubbi o esperienze da condividere? Lasciate un commento qui sotto.
Alberto · App e Strumenti Digitali · Lettura: ~8 minuti
Da anni uso GoodNotes ogni giorno in classe: iPad Pro appoggiato sulla cattedra, Apple Pencil in mano, cavo HDMI collegato allo schermo e gli alunni che seguono in tempo reale quello che scrivo. Questa non è una recensione a freddo: è il resoconto di chi questa app la vive sul campo da anni, tra frazioni, analisi grammaticale e disegni tecnici.
In questa guida trovi tutto quello che serve — dal primo avvio al confronto con Notability (sua diretta concorrente), passando per prezzi, funzionalità AI e consigli pratici per chi insegna.
Cos’è GoodNotes 6?
GoodNotes è un’app per prendere note digitali scritte a mano, disponibile su iPad, iPhone, Mac e (in versione beta) Windows. È nata nel 2011 e da allora è diventata una delle app più scaricate sull’App Store di Apple — tanto da ricevere il premio Apple App of the Year 2022. Con la versione 6 (2023) è stata introdotta una piattaforma AI integrata che rende la scrittura digitale ancora più potente.
Per un insegnante, GoodNotes è in pratica un quaderno infinito: puoi creare taccuini per ogni materia, importare PDF con verifiche o dispense, annotarli a mano con l’Apple Pencil e proiettarli sulla LIM o sullo schermo tramite cavo HDMI. Tutto sincronizzato automaticamente su iCloud tra iPad, iPhone e Mac.
Infografica riepilogativa — salvala e condividila!
Come si usa GoodNotes: guida passo per passo
1. Primo avvio e struttura dei taccuini
Quando apri GoodNotes per la prima volta trovi la schermata principale, visualizzabile a griglia o lista. Da qui puoi creare:
Taccuini: scegli copertina, tipo di carta e dimensione delle pagine
Cartelle: annidate fino a 10 livelli — una per ogni materia, con sottocartelle per unità didattiche
Preferiti: segna i taccuini usati più spesso per averli sempre a portata di mano
Il mio consiglio pratico: un taccuino per materia e classe, con copertina colorata diversa per ciascuna. Basta uno sguardo per orientarsi, anche di fretta tra una lezione e l’altra.
2. Gli strumenti di scrittura
GoodNotes offre tre tipi di penna: penna a inchiostro (bordi netti, perfetta per testo), matita (effetto carta, ideale per schizzi e spiegazioni geometriche) e evidenziatore. Ogni strumento risponde alla pressione dell’Apple Pencil con una precisione che si avvicina alla scrittura su carta — nessun lag percettibile.
Puoi impostare dimensione del tratto, colore e opacità. Io tengo sempre 3 preset pronti: nero per la spiegazione, rosso per i concetti chiave e giallo per l’evidenziazione.
3. Annotare PDF e dispense
Una delle funzioni che uso di più in classe: importo la verifica in PDF, la apro su GoodNotes e scrivo direttamente sopra con l’Apple Pencil. Gli alunni vedono tutto in diretta sullo schermo. Posso aggiungere frecce, schemi, correzioni — molto più efficace di riscrivere tutto dalla lavagna.
GoodNotes supporta l’importazione di PDF da Files, email, Google Drive, Dropbox e qualsiasi altra app compatibile.
4. L’intelligenza artificiale integrata
Con GoodNotes 6 Pro l’AI fa alcune cose davvero utili:
OCR su scrittura a mano: riconosce il testo scritto a mano in 17 lingue e lo rende ricercabile. Cerco “derivata” e GoodNotes trova tutte le pagine dove l’ho scritta a mano.
Correzione ortografica: rileva errori nel tuo stile di scrittura senza che tu debba riscrivere nulla.
Completamento frasi: suggerisce come continuare una frase mentre scrivi.
Flashcard automatiche: genera carte di studio a partire dalle note — utile per i propri appunti, ottimo da mostrare agli alunni come metodo di studio.
5. Usare GoodNotes in classe con HDMI
Questa è la parte che ha cambiato il mio modo di fare lezione. Con un semplice adattatore da USB-C a HDMI (circa 10-15€) collego l’iPad Pro allo schermo della classe. GoodNotes proietta automaticamente quello che scrivo in tempo reale, senza ritardi, a piena risoluzione.
Rispetto alla LIM tradizionale:
Non devo restare davanti alla lavagna — mi muovo in classe
Posso salvare ogni lezione come PDF e condividerla immediatamente
Posso aprire un PDF della verifica e correggerla in diretta
Le note rimangono sincronizzate su iCloud — lavoro a casa con iPad o MacBook, arrivo in classe e riprendo esattamente da dove ho lasciato
6. Sincronizzazione iCloud e multi-dispositivo
Tutto quello che fai su iPad è disponibile in pochi secondi su iPhone e MacBook grazie a iCloud. Non devo esportare nulla manualmente. La versione Mac è completa quanto quella iPad, utile per preparare materiali a casa da una tastiera vera prima di portarli in classe.
GoodNotes vs Notability: confronto 2026
La domanda più comune: meglio GoodNotes o Notability? La risposta onesta è che dipende dall’uso, ma per un insegnante che usa iPad in classe la risposta è quasi sempre GoodNotes. Ecco perché.
Caratteristica
GoodNotes 6
Notability
Piattaforme
iPad, iPhone, Mac, Windows (beta)
iPad, iPhone, Mac
Qualità scrittura a mano
Pressione, smoothing avanzato
Fluida, meno precisa
Registrazione audio
Non disponibile
Audio sincronizzato con note
Organizzazione
Cartelle annidate (10+ livelli)
Soggetti e divisori (meno flessibile)
OCR / Ricerca testo
17 lingue, disponibile anche gratis
Solo con abbonamento Plus
Template
Rigato, quadratini, puntinato, personalizzati
Galleria completa con Plus
Collaborazione real-time
Con piano Pro
Solo condivisione link/PDF
Prezzo
€11,99/anno · €35,99 unico · €29,99/a Pro
€7,99/mese · €20/anno (Plus)
Uso in classe con HDMI
Ideale — struttura per lezioni
Ottimo per lezioni con audio
Il verdetto: Notability ha un vantaggio netto se registri audio durante le lezioni — la sincronizzazione nota-audio è unica. Ma per tutto il resto — organizzazione, qualità di scrittura, OCR, uso con HDMI e rapporto qualità/prezzo — GoodNotes vince chiaramente. Sulla piattaforma Windows (seppur in beta) GoodNotes non ha rivali.
Prezzi e piani
Free: 3 taccuini, importazione file fino a 5 MB, funzioni AI limitate. Ottimo per provare l’app.
Essentials: €11,99/anno oppure €35,99 acquisto unico. Taccuini illimitati, tutte le funzioni AI, OCR completo. Quello che uso io.
Pro: €29,99/anno. Aggiunge collaborazione in tempo reale, AI avanzata e accesso al Marketplace (template premium da acquistare).
Per un insegnante che usa GoodNotes come strumento principale, la versione Essentials è più che sufficiente. Il piano Pro vale la pena solo se insegni in team e vuoi condividere taccuini modificabili in tempo reale con i colleghi.
Consigli pratici per insegnanti
Un taccuino per materia e classe, con copertina e colore diversi: riconosci subito quello giusto anche di fretta.
HDMI sempre pronto: tieni l’adattatore USB-C/HDMI nella borsa. Costa poco e trasforma ogni aula con schermo in una LIM.
Usa la ricerca OCR per ritrovare qualsiasi argomento scritto in qualsiasi lezione — anche a mano.
Esporta in PDF ogni lezione finita e caricala su Google Classroom o Registro Elettronico per chi era assente.
Strumento Lasso: seleziona e sposta blocchi di testo e disegni — utilissimo quando cambi idea durante una spiegazione.
Crea flashcard dalle note al termine di ogni unità e mostrale in classe come ripasso veloce.
Conclusione
Dopo anni di utilizzo quotidiano, GoodNotes resta la mia app numero uno per insegnare. Non perché sia perfetta — manca la registrazione audio di Notability e qualche funzione di modifica è meno intuitiva — ma perché si integra in modo naturale nel flusso reale di una lezione: scrivi, mostri, salvi, condividi.
Se hai un iPad Pro e un Apple Pencil e non stai ancora usando GoodNotes in classe, ti stai perdendo uno strumento che cambia davvero il modo di fare didattica.
Infografica guida all’uso delle web app AI per la scuola primaria – albertopiccini.it
L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo della scuola a velocità sorprendente. Ma tra mille strumenti nuovi che appaiono ogni giorno, quali sono davvero utili, sicuri e gratuiti per chi insegna nella scuola primaria? In questo post ho raccolto per voi una selezione ragionata di strumenti AI gratuiti — o con un piano free generoso — pensati per supportare la didattica quotidiana, dalla creazione di testi alle mappe concettuali, dai quiz all’inclusione.
Non si tratta di rimpiazzare la creatività delle maestre e dei maestri, ma di amplificarla: l’AI è un assistente, non un sostituto. Con questa premessa, ecco la mia guida pratica.
Infografica guida all’uso delle web app AI per la scuola primaria, specifica per l’alunno – albertopiccini.it
1. Scrittura e Creazione di Testi
Questi strumenti aiutano a generare storie, dettati, spiegazioni semplificate e verifiche personalizzate in pochi secondi.
ChatGPT (OpenAI) — Gratuito
Cosa fa: È probabilmente lo strumento AI più conosciuto. Permette di generare storie adatte all’età, dettati tematici, spiegazioni semplici di concetti complessi, e persino di adattare testi per alunni con BES o DSA. Come si usa a scuola: “Scrivi una storia di 150 parole per bambini di seconda elementare sul tema della primavera” — e il gioco è fatto. Il risultato va sempre revisionato, ma è un ottimo punto di partenza. chat.openai.com
Gemini (Google) — Gratuito
Cosa fa: L’assistente AI di Google si integra perfettamente con Google Workspace (Docs, Slides, Classroom). Ottimo per generare riassunti, trame narrative e domande di comprensione del testo. gemini.google.com
Microsoft Copilot — Gratuito
Cosa fa: Integrato direttamente in Word e PowerPoint (e accessibile via web gratuitamente), Copilot aiuta a strutturare verifiche, lettere ai genitori e materiali didattici con un clic. copilot.microsoft.com
2. Immagini e Arte Digitale
L’AI visiva apre possibilità creative enormi per illustrare le schede, decorare i cartelloni e stimolare la fantasia dei bambini.
Canva AI — Gratuito (piano base)
Cosa fa: Canva integra ormai diversi strumenti AI: generatore di immagini, ridimensionamento magico, presentazioni automatiche. Perfetto per creare schede illustrate, diplomi, cartelloni e materiali visivi per la classe. canva.com
Adobe Firefly — Gratuito (con account)
Cosa fa: Genera illustrazioni originali a partire da una semplice descrizione testuale. Utile per creare immagini tematiche per le attività di arte o per arricchire le presentazioni. È addestrato su immagini licenziate, quindi più sicuro sul fronte del copyright. firefly.adobe.com
Microsoft Designer — Gratuito
Cosa fa: Crea poster, inviti per le feste scolastiche, volantini e decorazioni per la classe con l’aiuto dell’AI. Basta descrivere cosa si vuole e Designer propone layout pronti. designer.microsoft.com
3. Quiz, Giochi e Gamification
La gamification aumenta la motivazione e il coinvolgimento. Questi strumenti AI rendono i quiz ancora più dinamici.
Kahoot! — Gratuito
Cosa fa: Il classico dei quiz interattivi ora integra funzioni AI per generare domande automaticamente a partire da un argomento o da un documento caricato. I bambini rispondono dal loro dispositivo in tempo reale. kahoot.com
Quizizz — Gratuito
Cosa fa: Simile a Kahoot! ma con la possibilità di creare quiz con feedback AI personalizzati per ogni alunno. Permette di importare argomenti e generare domande in automatico, anche in italiano. quizizz.com
Wordwall — Gratuito (piano base)
Cosa fa: Crea attività didattiche interattive (abbinamenti, cruciverba, anagrammi, ruote della fortuna) in modo rapidissimo. Non è puro AI ma ha funzioni di generazione automatica molto pratiche. wordwall.net
4. DSA, BES e Inclusione
L’AI è particolarmente preziosa per supportare gli alunni con bisogni educativi speciali, offrendo strumenti di accessibilità avanzati.
Speechify — Gratuito (piano base)
Cosa fa: Trasforma qualsiasi testo in audio con una voce naturale. Fondamentale per alunni con dislessia o difficoltà di lettura. Disponibile come app mobile e estensione browser. speechify.com
Microsoft Immersive Reader — Gratuito
Cosa fa: Integrato in Word, OneNote e Teams for Education, offre lettura ad alta voce, sillabazione, modalità per la dislessia e traduzione. Uno degli strumenti più efficaci per l’inclusione, già incluso nelle suite Microsoft. Disponibile in Microsoft 365 Education (gratuito per le scuole)
Otter.ai — Gratuito (piano base)
Cosa fa: Trascrizione automatica in tempo reale. Utile per registrare e trascrivere spiegazioni orali, facilitando alunni con difficoltà uditive o di attenzione. otter.ai
5. Mappe Concettuali e Presentazioni
Organizzare il sapere visivamente aiuta tutti i bambini, specialmente i più piccoli. Questi strumenti AI facilitano enormemente la creazione di mappe e presentazioni.
Algor Maps — Gratuito
Cosa fa: Genera mappe concettuali automaticamente a partire da un testo. Nato dal Politecnico di Torino, è stato pensato proprio per la didattica inclusiva. Lo conosco bene e lo consiglio spesso anche qui sul blog! algoreducation.com
Padlet — Gratuito (3 lavagne)
Cosa fa: La lavagna digitale collaborativa ora include funzioni AI per suggerire contenuti e organizzare i post in automatico. Perfetto per lavori di gruppo e brainstorming in classe. padlet.com
Slidesgo + AI — Gratuito (piano base)
Cosa fa: Offre template didattici pronti, con la possibilità di generare presentazioni complete partendo da un argomento. I modelli per la scuola primaria sono colorati, chiari e adatti ai bambini. slidesgo.com
Clicca sull’immagine per ingrandirla — scaricala liberamente per la tua classe!
Consigli per un Uso Consapevole e Responsabile
Prima di concludere, qualche riflessione importante che mi sento di condividere con voi:
Verifica sempre i contenuti generati dall’AI prima di consegnarli agli alunni. L’AI può sbagliare, inventare fatti o produrre testi non adatti.
L’AI è un assistente, non un sostituto. La tua voce, la tua esperienza e la tua relazione con i bambini restano insostituibili.
Parla dell’AI con i bambini. Spiegare cos’è e come funziona è già un’attività di educazione digitale preziosa.
Attenzione alla privacy. Preferisci strumenti conformi al GDPR e, se usi dati di alunni, scegli piattaforme con policy specifiche per i minori.
Usa le versioni gratuite. Per la didattica quotidiana, il piano free di quasi tutti questi strumenti è più che sufficiente.
Conclusioni
Come avete visto, il panorama degli strumenti AI gratuiti per la scuola primaria è già ricchissimo e in continua espansione. Non bisogna usarli tutti: meglio sceglierne due o tre che si integrano bene nella propria routine didattica e padroneggiarli davvero.
Se avete domande, curiosità o volete condividere la vostra esperienza con questi strumenti, lasciate un commento qui sotto — mi piace confrontarmi con voi! ?
Continuate a seguire Maestro Alberto per nuovi suggerimenti e risorse per la scuola primaria.