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Il Web per amico: come esplorare la Rete in sicurezza

Internet è un mondo virtuale sconfinato, uno specchio della realtà attraverso il quale si possono compiere viaggi interessanti ed entusiasmanti… Tuttavia, può celare insidie e pericoli.
Come non si vieta ai ragazzi di uscire di casa per paura del mondo reale, così è necessario consentire loro di esplorare il Web. Di qui l’importanza di prepararli adeguatamente ad affrontarne i possibili rischi.

Il Web per amico è un’iniziativa nata dalla collaborazione tra alcune aziende – Microsoft Italia, Gruppo Poste Italiane, Alice e Polizia Postale e delle Comunicazioni – e patrocinata dal Ministero delle Politiche per la Famiglia, il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Comunicazioni.

Il progetto, che tutela le famiglie e i minori in particolare nell’utilizzo del Web, rientra appieno nella strategia di responsabilità sociale che queste aziende perseguono con costanza impegnando risorse sempre più rilevanti.

Il Web per amico ha due risvolti, uno on line e uno off line:

  1. il primo consiste nel sito “Il Web per amico” e nel servizio di supporto gratuito che esso offre, L’esperto risponde;
  2. il secondo nell’iniziativa Scuola Aperta, ovvero una serie di incontri formativi dedicati a ragazzi, genitori e insegnanti, che si svolgono presso le scuole medie inferiori di tutta Italia.

E per gli insegnanti…
Microsoft è impegnata a fornire risorse concrete anche agli insegnanti, mettendo a loro disposizione un insieme di percorsi formativi per offrire un ricco e valido supporto nella preparazione di lezioni in classe sull’utilizzo sicuro di Internet. I percorsi formativi sono divisi per fascia di età e saranno disponibili sul portale Apprendere in rete sviluppato da Microsoft in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Al portale sono già iscritti oltre 25.000 insegnanti.

Via Sicuramente Web

Una scuola su dieci non è sicura

Cittadinanza attiva ieri a Roma, alla presenza del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha presentato il IV rapporto Imparare Sicuri, che ha messo sotto la lente di ingrandimento 271 scuole concentrate in 88 città, 25 province e 12 regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna).

Dal rapporto sulla sicurezza degli edifici scolastici emerge un dato chiaro: una scuola su dieci non è sicura. Le situazioni peggiori si concentrano al Sud e nelle isole, ma l’insicurezza delle nostre scuole è un dato diffuso che non risparmia nessuna zona del Paese.

La denuncia e netta ed impressionante: nelle scuole italiane “ogni giorno 10 milioni di persone corrono dei seri rischi nel frequentare un luogo ritenuto da sempre sicuro”.

Il quadro che emerge dalla ricerca è sconfortante: mancanza di certificazioni, crolli di intonaco, porte antipanico quasi del tutto assenti nei servizi didattici, numero di infortuni in crescita costante. Solamente il 32% degli istituti ha il certificato di agibilità statica, il 29% ha quello di agibilità igienico-sanitaria e il 23% ha quello di prevenzione incendi. In Italia, 3.000 scuole sorgono in aree a rischio sismico 1, il più elevato e il solo fatto di non conoscere lo stato degli edifici desta preoccupazione.

Dal dossier si scoprono altri dati inquietanti. Secondo l’Inail, per sempio, gli infortuni annuali agli alunni sono cresciuti dai 79.168 del 1999 ai 90.570 del 2004, e nello stesso periodo quelli ai docenti sono passati da 4.393 a 5.290. Non bisogna dimenticare, inoltre, che quelli registrati sono solamente i casi più gravi, perché nei casi meno importanti spesso si omette la denuncia.

Gli incidenti sono favoriti anche dallo stato delle strutture, generalmente vecchie e senza manutenzione. Il 14% delle scuole prese in esame è stata costruita addirittura prima del 1900 e il 54% prima del 1965. Nel 23% degli edifici sono state rilevate lesioni strutturali. Quando le riparazioni vengono prontamente richieste, c’è quasi sempre da aspettare: nel 12% dei casi l’ente locale è intervenuto molto in ritardo e nel 17% non l’ha addirittura mai fatto.

Abbandonare la manutenzione ordinaria ed intervenire prima di tutto nelle aree a rischio, utilizzando ogni dato che si ha a disposizione sono i consigli principali di Cittadinanza Attiva.

Il ministro ha speso spesso, in questo breve periodo di legislatura, parole d’impegno sulla sicurezza degli edifici scolastici e nella circostanza ha ipotizzato un patto per ripartire la spese per la messa in sicurezza degli istituti in modo che le spese non ricadano tutte sugli enti locali.

  • Graduatoria completa delle refgioni pdf.
  • Rapporto sicurezza scolastica pdf.

Campagna per la sicurezza a scuola “Imparare Sicuri”

Ha preso il via la campagna di Cittadinanza Attiva Imparare Sicuri, ormai giunta alla IV edizione.

Il 25 novembre 2006, sarà celebrata la IV GIORNATA DELLA SICUREZZA NELLE SCUOLE. In quel giorno in molte scuole d’Italia si celebreranno eventi, si svolgeranno prove di evacuazione, verranno distribuiti materiali informativi e giochi didattici.

Le iscrizioni per le scuole sono ancora aperte (fino al 30 settembre), è possibile compilare il modulo online per registrare il proprio istituto. Finora hanno aderito più di 3600 scuole.

Come si evince dalla pagina dell’iniziativa, questi gli obiettivi del 2006:

  • inserire tra le priorità del Governo e del Parlamento questa emergenza nazionale
  • continuare a lavorare per la messa in rete delle scuole con il territorio per la gestione comune dei rischi
  • dialogare con i soggetti interessati al tema, anche attraverso il “Tavolo nazionale della sicurezza”
  • diffondere e radicare una vera e propria “cultura della sicurezza”
  • contribuire alla messa in sicurezza delle scuole italiane di ogni ordine e grado.

Inoltre quest’anno, Cittadinanza attiva si vede impegnata nella raccolta firme per sostenere la proposta di legge d’iniziativa popolare “Norme in materia di sicurezza nelle istituzioni scolastiche”.

Ulteriori informazioni alla pagina dell’iniziativa o contattare:
Cittadinanzattiva – Scuola
Via Flaminia 53 -00196 Roma
Tel. 06/367181
scuola@cittadinanzattiva.it

Giocattoli: uso consapevole

Nel periodo natalizio i nostri bambini hanno ricevuto molti regali, forse troppi. Alcuni sono piaciuti, altri meno, altri ancora sono stati subito messi da parte.

Sappiamo bene che i giocattoli sono utili ai bambini perché ne stimolano lo sviluppo e li aiutano a riconoscere le proprie capacità, tuttavia, vista la sempre più vasta offerta di articoli (provenienti spesso anche da mercati asiatici a basso costo), è necessario verificarne con cura le caratteristiche.

I giocattoli debbono rispondere ad alcuni requisiti fondamentali:
1. devono essere adatti alla età del bambino;
2. devono essere duraturi, versatili ed essere riutilizzabili;
3. devono essere divertenti ed aiutare a comprendere il mondo che circonda il bambino;
4. non devono causare pericoli, né danni per la salute;
5. non devono provocare danni all’ambiente con delle sostanze nocive (produzione e smaltimento);
6. si possono “creare” giocattoli con oggetti veri o costruirli con l’aiuto di un adulto, per limitare l’uso di articoli preconfezionati, tutti uguali.

Una guida molto esauriente sul tema la troviamo sul sito di centroconsumatori.

I giocattoli, dunque, devono essere a norma di legge. Dal 1978 esiste l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli, che è un ente privato riconosciuto dal Ministero delle Attività Produttive e notificato dal 1992 alla Comunità Europea. Come si legge nel sito stesso, esso fa parte delle più importanti commissioni nazionali e internazionali per le normative di sicurezza.

Qui si possono trovare tutte le informazioni utili, le prove, le classificazioni e le guide all’uso sicuro e consapevole del giocattolo.

L’ente concede i propri marchi “alle aziende i cui prodotti hanno superato positivamente prove molto severe e che accettano un rigoroso controllo in fase di produzione (ispezioni) eseguito da incaricati dell’Istituto che seguono specifiche procedure codificate di campionamento”.

I marchi sono questi:

Logo Giocattoli Sicuri

Logo Sicurezza Controllata

Ai quali va aggiunto il logo dicertificazione della Comunità europea:

Certificazione Comunitá  Europea

E’ necessario fare attenzione a questi marchi perchè, purtroppo, talvolta sono oggetto di contraffazione.

Un consiglio: conserviamo con cura i giochi ai quali il bambino si affeziona, ma regaliamo quelli inutilizzati e ancora in buono stato a chi ne ha bisogno e non può averne…

Un discorso a parte meritano i giochi elettronici, sempre più oggetto dei desideri dei bambini. Mi riferisco soprattutto ai giochi per Play Station, X Box, Game Boy, Psp, Digiblast, Pc.

Digiblast

Per prima cosa è necessario controllare l’età consigliata dalla confezione (+3, +7, +12, e così via), non ha alcun senso far giocare un bambino di 5-6 anni con un gioco per ragazzini più grandi (per esempio un +12), perché questi risultano difficili e spesso violenti. Se proprio lo dobbiamo fare, è consigliato l’accompagnamento di qualche adulto “smanettone” che sappia cosa fare.

Evitare di giocare per troppo tempo, senza pause. Stabilire regole precise per l’uso dei giochi. I divieti assoluti non servono a niente, perché il bambino cercherà di giocare di nascosto.

Evitare possibilmente i giochi troppo violenti, come quelli che in gergo vengono chiamati “sparatutto” e “picchiaduro” e quelli con contenuti razzisti. Privilegiate i giochi di ruolo e d’avventura.

Limitare le forme di alienazione e di dipendenza da giochi i cui protagonisti richiedono una cura costante da parte del giocatore, tipo Tamagotchi o Nintendo Dogs, per capirsi.

Ben pochi genitori hanno il tempo, la voglia o le capacità per giocare assieme ai figli con la Ps2 o il GameBoy, ma un minimo sforzo di controllo va sempre esercitato.

Per chi invece ha i requisiti tencologici per controllare l’operato dei figli, consiglio di far in modo di aiutarli nella interpretazione e la soluzione dei giochi, vi accattiverete la loro simpatia e loro stima molto facilmente…

PlayStation2

Sono necessarie due caratteristiche fondamentali: competenza tecnologica e conoscenza dell’inglese. Esistono siti (quasi esclusivamente in inglese) che forniscono trucchi e soluzioni ai giochi, i quali sono sempre più complessi e articolati.

I siti che ho trovato in italiano sono piuttosto poveri e spesso a pagamento, tra i meno peggio segnalo Gamesurf e Gamestar.

Il migliore che ho trovato, in inglese, è GameFAQ’s, dal guale si possono scaricare soluzioni molto precise di una grande quantità di giochi.

Ricordo che molti giochi (di quelli più famosi) hanno almeno un sito internet loro dedicato.

In conclusione, a mio parere, alcuni videoghiochi possono aiutare i nostri figli ad apprendere divertendosi (in particore i software didattici), tuttavia se non amate i videogiochi, evitate di regalarli, oppure cercate di imparare con loro…


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