Quante volte hai sentito un alunno dire: “Ma il verbo cos’era ancora?” oppure “L’avverbio lo studio sempre ma non lo ricordo mai”? Le parti del discorso sono uno di quegli argomenti fondamentali della grammatica italiana che i bambini incontrano dalla classe terza in poi — e che continuano a ripassare per tutto il percorso scolastico. Il problema non è la difficoltà: è che spesso manca una visione d’insieme chiara e visiva che aiuti a tenere tutto in ordine nella testa.
In questo articolo trovi una mappa completa delle parti del discorso con definizioni semplici, esempi concreti e un’infografica stampabile da usare in classe o da incollare sul quaderno. Adatta dalla classe quarta in su, utile anche come ripasso per la quinta e come riferimento rapido per maestre e genitori.
Se cerchi subito qualcosa da stampare, ho già pubblicato una serie di mappe concettuali e schemi di sintesi sulle parti del discorso, disponibili in formato JPG e PDF sia a colori che in bianco e nero — molto utili per alunni BES e DSA: le trovi nel post Mappe concettuali sulle parti del discorso. In questo articolo invece trovi la spiegazione completa di ciascuna categoria, con esempi pensati per la classe.

Scarica e stampa la mappa: tutte le parti del discorso con esempi, in un colpo d’occhio
Cosa sono le parti del discorso
Le parti del discorso (chiamate anche categorie grammaticali) sono i gruppi in cui si dividono tutte le parole della lingua italiana in base alla loro funzione nella frase. In italiano tradizionale se ne contano nove: nome, articolo, aggettivo, pronome, verbo, avverbio, preposizione, congiunzione e interiezione.
Alcune sono variabili — cambiano forma in base a genere, numero o persona (nome, articolo, aggettivo, pronome, verbo). Altre sono invariabili — hanno sempre la stessa forma (avverbio, preposizione, congiunzione, interiezione). Questa distinzione è il primo schema da far acquisire ai bambini.
Le parti del discorso una per una
1. Il Nome
Il nome indica una persona, un animale, una cosa, un luogo o un concetto astratto. Si divide in: comune (bambino, città) e proprio (Marco, Roma); concreto (tavolo, cane) e astratto (felicità, coraggio); individuale (albero) e collettivo (foresta).
Esempi: maestra, scuola, amicizia, Roma, stormo
2. L’Articolo
L’articolo accompagna il nome e concorda con esso in genere e numero. Si divide in: determinativo (il, lo, la, i, gli, le — indica qualcosa di specifico) e indeterminativo (un, uno, una — indica qualcosa di generico). Esiste anche l’articolo partitivo (del, della, dei…), che indica una parte di qualcosa.
Esempi: il libro, una matita, degli zaini
3. L’Aggettivo
L’aggettivo accompagna il nome e aggiunge informazioni. Il tipo più comune è l’aggettivo qualificativo (bello, grande, verde), che esprime una qualità. Gli altri tipi principali sono: possessivo (mio, tuo), dimostrativo (questo, quello), numerale (primo, tre), indefinito (alcuni, ogni), interrogativo/esclamativo (quale?, quanto!).
Esempi: alto, simpatico, il mio zaino, questo banco, tre matite
4. Il Pronome
Il pronome sostituisce un nome già detto, per evitare la ripetizione. I tipi principali sono: personale (io, tu, lui, lei, noi, voi, loro), possessivo (il mio, il tuo), dimostrativo (questo, quello), relativo (che, cui, il quale).
Esempi: “Marco legge. Lui legge.” — “Questa è la penna che ho perso.”
5. Il Verbo
Il verbo è il cuore della frase: esprime un’azione, uno stato o un processo. Si coniuga in base a persona (io, tu, lui…), numero (singolare, plurale), tempo (presente, passato, futuro) e modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio, gerundio). Si distingue tra verbi ausiliari (essere, avere) e verbi predicativi (tutti gli altri).
Esempi: correre, è, hanno studiato, scriverò, leggendo
6. L’Avverbio
L’avverbio modifica il significato di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio. È invariabile: non cambia mai forma. I tipi principali sono: di modo (velocemente, bene), di luogo (qui, là, dentro), di tempo (oggi, sempre, mai), di quantità (molto, poco, abbastanza), di affermazione/negazione (sì, no, forse).
Esempi: “Corre velocemente.” — “È molto bravo.” — “Arriverò tardi.”
7. La Preposizione
La preposizione collega due elementi della frase, indicando relazioni di luogo, tempo, causa, mezzo e altro. È invariabile. Le preposizioni semplici sono: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Quando si uniscono all’articolo formano le preposizioni articolate: del, al, dal, nel, sul…
Esempi: “Vado a scuola.” — “Il libro di Marco.” — “Arrivo dalla palestra.”
8. La Congiunzione
La congiunzione collega parole, gruppi di parole o frasi intere. È invariabile. Le principali sono: coordinanti (e, o, ma, però, quindi — collegano elementi dello stesso livello) e subordinanti (che, perché, quando, se — introducono una frase dipendente).
Esempi: “Leggo e scrivo.” — “Non esco perché piove.” — “Mangio se ho fame.”
9. L’Interiezione (o Esclamazione)
L’interiezione è una parola o espressione che esprime uno stato d’animo improvviso: sorpresa, dolore, gioia, richiamo. È invariabile e spesso seguita da punto esclamativo. Può essere propria (ah!, oh!, ahi!, beh!) o impropria (parole di altre categorie usate come esclamazioni: Forza! Basta! Mamma mia!).
Esempi: Ah!, Ahi!, Beh!, Evviva!, Uffa!
Schema riassuntivo: variabili e invariabili
| Parti variabili | Parti invariabili |
|---|---|
| Nome | Avverbio |
| Articolo | Preposizione |
| Aggettivo | Congiunzione |
| Pronome | Interiezione |
| Verbo |
Come usare questa mappa in classe
L’infografica in cima all’articolo è pensata per essere stampata e usata subito. Ecco alcune idee pratiche:
- Incollata sul quaderno come riferimento rapido durante gli esercizi di analisi grammaticale
- Appesa in classe su un cartellone, da consultare liberamente
- Usata come base per un gioco: il maestro legge una parola, i bambini alzano la mano e indicano a quale categoria appartiene
- Punto di partenza per mappe mentali individuali: ogni bambino crea la sua versione personalizzata con esempi scelti da lui
- Verifica orale veloce: cinque parole a caso, cinque categorie da trovare — ottimo come warm-up di inizio lezione
- Mappa da stampare subito: se vuoi uno schema già pronto da distribuire in classe, scarica le mappe concettuali sulle parti del discorso — disponibili in PDF a colori e in bianco e nero, adatte anche per BES e DSA
Le mappe concettuali: dalla versione classica alla versione moderna
Nel 2022 ho pubblicato una serie di mappe concettuali e schemi di sintesi sulle parti del discorso che nel tempo sono diventate tra le risorse più scaricate di questo sito. Le trovi ancora disponibili — in formato JPG e PDF, sia a colori che in bianco e nero — nel post Mappe concettuali sulle parti del discorso (2022): sono particolarmente adatte per alunni BES e DSA, grazie alla struttura gerarchica chiara e all’essenzialità grafica.
Quelle mappe esistono in due versioni: una semplice, che mostra solo la distinzione tra parti variabili e invariabili con i nomi delle categorie, e una completa con le sottocategorie — ad esempio i tipi di nome (comune, proprio, concreto, astratto…), i tipi di aggettivo (qualificativo, possessivo, dimostrativo…), i tipi di pronome e le categorie di avverbio. Entrambe sono ancora valide e utilizzabili in classe oggi.
Ecco uno degli schemi originali, ancora molto usato nelle classi italiane:

Lo schema classico con le sottocategorie, disponibile anche in PDF nel post del 2022
Recentemente ho realizzato una versione aggiornata e modernizzata di entrambi gli schemi, con uno stile visivo più ricco e fumettistico — icone illustrate per ogni parte del discorso, colori vivaci, linee curve al posto delle frecce rigide — pensata per catturare ancora di più l’attenzione dei bambini. La trovi come infografica in cima a questo articolo, e a breve sarà disponibile anche in PDF scaricabile.
Consiglio pratico: usa la mappa semplice del 2022 per introdurre l’argomento in classe terza o con alunni che hanno bisogno di uno schema essenziale; passa alla mappa completa con sottocategorie in classe quarta e quinta, o quando vuoi approfondire i tipi di nome, aggettivo e pronome. La nuova infografica colorata è invece perfetta da incollare sul quaderno come riferimento visivo quotidiano.
Un consiglio per rendere le parti del discorso memorabili
Il segreto per far ricordare le categorie grammaticali ai bambini non è la ripetizione meccanica, ma l’ancoraggio a esempi concreti e personali. Chiedi a ogni bambino di scegliere un esempio per ciascuna parte del discorso legato alla propria vita: il proprio nome, il verbo della sua attività preferita, l’avverbio che usa di più. Quando gli esempi sono loro, non li dimenticano più.
Hai altri modi creativi per insegnare le parti del discorso? Raccontamelo nei commenti — le idee migliori vengono sempre dagli insegnanti che lavorano ogni giorno in classe!
— Maestro Alberto —

