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10 lavoretti di Pasqua facili e veloci per bambini fai da te dell’ultim’ora

Per le maestre che sono in ritardo e per le famiglie che sono costrette a ridursi all’ultimo minuto segnalo 10 lavoretti di Pasqua facili e veloci per bambini fai da te dell’ultim’ora.

Ecco la lista delle attività prese da Krokotak:

  1. pulcini fatto con un rotolo di carta igienica
  2. coniglietti fatti con i rotoli di carta igienica
  3. uccellini di carta fatti con le mollette per il bucato
  4. segnalibri a forma di coniglietto
  5. gallinelle fatte con un piatto di carta
  6. cestini ripieni di uova di carta
  7. biglietti di Pasqua facili da realizzare
  8. biglietto a forma di pulcino pop up da appendere
  9. ghirlanda di uova di Pasqua
  10. ghirlanda già pronta da stampare, ritagliare e colorare

Sopra il video di uno dei lavoretti. Buona Pasqua e buon divertimento!

Lavoretti di Pasqua per bambini: scatole a forma di gallinelle

Ecco cinque gallinelle di Pasqua pronte da stampare, colorare e costruire.

Ottime per assemblare una scatola da usare come cestino pasquale.

 

Per scaricarle cliccare sulle immagini e salvarle con il tasto destro del mouse.

Altre due galline possono essere scaricate da questi due link:

Ottimi materiali se si vuol realizzare un simpatico lavoretto di Pasqua adatto anche ai più piccini, semplice e gradevole, sia a scuola con le maestre, sia a casa in famiglia.

Coding Unplugged: un coniglietto di Pasqua in pixel art

Condivido volentieri un mini progetto di coding unplugged: un coniglietto di Pasqua in pixel art.

Il pulcino è stato realizzato in una griglia 29×33, è quindi composto da 957 pixel e sono stati usati sette colori, bianco incluso.

E’ adatto per le classi della scuola primaria del secondo ciclo, a seconda del livello di programmazione svolto dagli alunni.

Allego i file in PDF del lavoro finito e della griglia bianca con il codice da attuare:

Coding Unplugged: un pulcino di Pasqua in pixel art

Condivido volentieri un mini progetto di coding unplugged: un pulcino di Pasqua in pixel art.

Il pulcino è stato realizzato in una griglia 18×19, usando solo quattro colori, bianco incluso.

E’ semplice da realizzare ed è adatto per molte classi della scuola primaria, a seconda del livello di programmazione svolto dagli alunni.

Allego i file in PDF del lavoro finito e della griglia bianca con il codice da attuare:

Mandalagaba: creare facilmente mandala personalizzati

Mandalagaba è un’applicazione web che consente di creare facilmente mandala personalizzati.

Si tratta di un semplice ma potente editor grafico che, tramite una serie di strumenti, permette di disegnare i famosi cerchi fatti di intrecci di linee e simboli.

Lo strumento può essere usato in modo intuitivo sperimentando le varie funzioni con il mouse, scegliendo il tipo di linea, i colori e la modalità della concentricità e della simmetria.

Se qualcosa va storto o non ci soddisfa si può tranquillamente tornare indietro con il pulsante undo.

Mandalagaba offre anche una versione semplificata per bambini, basta cliccare sulla scritta a chuild dawing per ottenerla.

I disegni ottenuti possono essere salvati come file immagine PNG cliccando sul pulsante save e abilitando il browser ad aprire finestre pop-up.

Usando solo il nero si possono generare interessanti disegni da stampare e colorare come questo che ho creato in 10 secondi.

Si tratta di uno strumento divertente da usare, una specie di gioco educativo e creativo, decisamente interessante e del tutto gratuito.

Poesie e filastrocche per la Festa del Papà

festa_papà

Ecco una rassegna di poesie e di filastrocche d’autore per la Festa del Papà:

Padre, Anche Se…

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
E di quell’ altra volta mi ricordo
che la sorella, mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando.
(la caparbia avea fatto non so che)
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura, ti mancava il cuore:
che avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l’attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch’era il tu di prima.
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Camillo Sbarbaro

A mio padre

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.
Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
– Com’è bella notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno – Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

Alfonso Gatto

Il pastrano

Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa
era un pastrano di lana buona
un pettinato leggero
un pastrano di molte fatture
vissuto e rivoltato mille volte
era il disegno del nostro babbo
la sua sagoma ora assorta ed ora felice.
Appeso a un cappio o al portabiti
assumeva un’aria sconfitta:
traverso quell’antico pastrano
ho conosciuto i segreti di mio padre
vivendoli così, nell’ombra.

Alda Merini

Ricordo del padre

Sempre che un giardino m’accolga
io ti riveggo, Padre, fra aiuole,
lievi le mani su corolle e foglie,
vivo riveggo carezzare tralci,
allevi rose e labili campanule,
silenzioso ti smemorano i giacinti,
stai fra colori e caldi aromi, Padre,
solitario trovando, ivi soltanto,
pago e perfetto senso all’esser tuo.

Sibilla Aleramo

Papà, radice e luce, portami ancora per mano

Papà, radice e luce, portami ancora per mano
nell’ottobre dorato del primo giorno di scuola.
Le rondini partivano, strillavano:
fra cinquant’anni ci ricorderai.

Maria Luisa Spaziani

Al padre

Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.
La tua pazienza
triste, delicata, ci rubò la paura,
fu lezione di giorni uniti alla morte
tradita, al vilipendio dei ladroni
presi fra i rottami e giustiziati al buio
dalla fucileria degli sbarchi, un conto
di numeri bassi che tornava esatto
concentrico, un bilancio di vita futura.
Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato.
Anche a me misurarono ogni cosa,
e ho portato il tuo nome
un po’ più in là dell’odio e dell’invidia.
Quel rosso del tuo capo era una mitria,
una corona con le ali d’aquila.
E ora nell’aquila dei tuoi novant’anni
ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali
di partenza colorati dalla lanterna
notturna, e qui da una ruota
imperfetta del mondo,
su una piena di muri serrati,
lontano dai gelsomini d’Arabia
dove ancora tu sei, per dirti
ciò che non potevo un tempo – difficile affinità
di pensieri – per dirti, e non ci ascoltano solo
cicale del biviere, agavi lentischi,
come il campiere dice al suo padrone:
‘Baciamu li mani’. Questo, non altro.
Oscuramente forte è la vita.

Salvatore Quasimodo

A mio padre

L’uomo che torna solo
A tarda sera dalla vigna
Scuote le rape nella vasca
Sbuca dal viottolo con la paglia
Macchiata di verderame.
L’uomo che porta così fresco
Terriccio sulle scarpe, odore
Di fresca sera nei vestiti
Si ferma a una fonte, parla
Con un ortolano che sradica i finocchi.
È un uomo, un piccolo uomo
Ch’io guardo di lontano.
È un punto vivo all’orizzonte.
Forse la sua pupilla
Si accende questa sera
Accanto alla peschiera
Dove si asciuga la fronte.
Leonardo Sinisgalli
Al babbo lontano
Caro uccellino che volando vai,
il babbo mio di certo tu vedrai.
Digli che è tanto buono il suo bambino,
e che spesso gli manda un bel bacino.
Digli che gli vuol bene e che lo aspetta!
Vola, uccellino, vola vola in fretta!

A. Cuman Pertile

Il Principe

Arriva un Principe
con un cavallo bianco:
viene da lontano
e sembra molto stanco.
Al posto della spada
c’è l’ombrello
e c’è il cappotto
al posto del mantello;
però a guardarci bene
il cavallo non ce l’ha,
io gli corro incontro
e gli dico: “Ciao papà!”.

Marco Moschini

Caro papà

Caro papà, nel giorno della tua festa
voglio dirti cos’ho nella testa,
cosa c’è nel mio cuore
quando mi guardi con amore.
Ogni giorno mi abbracci e mi proteggi,
con premura mi aiuti e mi festeggi,
sei paziente, dolce e generoso,
mi fai sentire forte e coraggioso.
Quando ero piccolo mi facevi volare,
oggi le paure mi fai superare.
Insieme a te mi sento sicuro,
caro papà, tu sei il mio tesoro!
Ti voglio bene, tienilo a mente:
stringimi al cuore, coccolami teneramente!

Anna Costanzo

Grazie Papà

Da te, papà, ricevo tanto.
A te, papà, io voglio bene.
Dite, papà, io vado fiero.
A te, papà, io dico grazie.

Grazie papà, per il bene che mi vuoi.
Grazie papà, per i doni che mi fai.

Con te, papà, non ho paura.
Con te, papà. mi sento forte.
Con te, papà, mi trovo bene.
A te, papà, io dico grazie.

Grazie papà, per la gioia che mi dai.
Grazie papà, per quello che tu sei.

B. Bartolini

O Papà

Oh, papà, su dammi la mano,
grande e forte mi sento con te!
Tu mi guardi
e mi dici piano:
son felice se tu sei con me!
Se mi porti sulle tue spalle
io mi sento un capo tribù…
se mi tieni stretto al tuo cuore,
il mio amico più caro sei tu!
Oh, papà! Per strada la gente
ci sorride e ci guarda, perché,
pensa che tu sei il mio gigante,
ma io sono il tuo piccolo re.

Edizioni Tresei Scuola