Archivio per la tag 'analfabetismo'

Un super regalo per Natale

­TDH Super Hero

Leggo dall’amico Pandemia che quest’anno c’è la possibilità di fare un regalo di Natale davvero super.

Terre Des Hommes Italia, attraverso il sito I Superegali, offre la possibilità, infatti, di donare a chi ha veramente bisogno.

Con un minimo di 5.00 euro a salire si può contribuire a regalare una divisa scolastica, un’ecografia, un libro illustrato, una visita medica, una visita oculistica con occhiali, un kit acqua portabile, un kit d’irrigazione, un kit scolastico, un banco e una sedia, un pallone, un pranzo e tanti altri oggetti e opere di sostegno.

Con 300 euro un’adozione a distanza, con 600 un personal computer. Insomma i superegali vanno da da un minimo di 5 a 600 euro, ce n’è per tutte le tasche.

Nella corsa al consumo che ci apprestiamo a celebrare come ogni anno, è di vitale importanza ricordarsi degli ultimi, con un piccolo sforzo possiamo offrire un grande aiuto.

Per sostenere l’iniziativa Terre Des Hommes consente di scaricare TDH Super Hero, un omino di carta da costruire così descritto:

­TDH Super Hero, Super Eroe e mascotte porta-fortuna del Natale 2007 di Terre Des Hommes, è un Paper Toy di carta in 3D scaricabile gratuitamente online.

Costruirlo è semplicissimo: basta stampare il layout, ritagliare lungo i bordi, piegare e incollare.

Il Paper Toy ha un buchino sulla testa, quindi potrà essere appeso anche all’albero di Natale e utilizzato come decorazione davvero originale!

TDH Super Hero questo Natale lotta al fianco dei bambini, veri Super eroi, che vivono in condizioni difficili nei Paesi del Sud del mondo e che combattono per costruirsi un futuro migliore.

Non perdiamo quest’occasione.

Intanto se volete dare un’occhiata alle numerose risorse sul Natale presentate e agli speciali natalizi pubblicati in Maestro Alberto, in attesa dello speciale 2007, cliccate qui.

Obiettivo Scuola: io sono presente, e tu?

Secondo l’Unicef sono 115 i milioni i bambini che mancano ogni giorno da scuola, il 57% dei quali sono bambine. Siamo perciò lontani dal raggiungimento dell’obiettivo proclamato nel 2000 nella Dichiarazione del Millennio dagli stati membri delle Nazioni Unite: raggiungere entro il 2015 l’istruzione universale primaria.

Attraverso il sostegno a distanza Terre des hommes Italia garantisce già il diritto fondamentale (come recita l’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) all’istruzione e all’assistenza sanitaria all’infanzia più svantaggiata del Sud del Mondo, con 56 progetti in 22 Paesi, a beneficio di oltre 100.000 bambini.

Terre Des Hommes per questi motivi ha lanciato la campagna Obiettivo Scuola che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e i il mondo politico a mobilitarsi per garantire il diritto all’istruzione nei paesi poveri e raccogliere fondi per finanziare progetti concreti in Asia, Africa e America Latina.

Con questo spirito è nato il sito Io Sono Presente dove si stanno raccogliendo i volti di molti personaggi famosi (tra cui Tullio de Mauro, Erri De Luca, Remo Girone, David Riondino, Simona Ventura, Piero Chiambretti, Luciana Littizzetto, Beppe Braida, ecc.) e di tutti coloro che vorranno essere presenti nella battaglia per garantire il diritto all’istruzione primaria universale.

Un diritto che spesso significa offrire la possibilità di evitare un destino altrimenti segnato dallo sfruttamento, dalla povertà e dalla fame. La mancanza di un sistema scolastico vuol dire essere per sempre essere condannati al sottosviluppo.

Anche se non amo molto mostrarmi io ci ho messo volentieri la mia faccia. Le immagini personali e dei personaggi famosi possono facilmente essere inserite in una pagina web o in un blog come ho fatto io. Se disponi di questa possibilità quindi t’invito a partecipare.

Per chi desidera offrire direttamente un contributo, questa è la pagina delle donazioni.

E’ nostro dovere di educatori evitare che ogni mattina ci siano milioni di bambini assenti a scuola.

Rassegna stampa 28 ottobre 2006

Al via il computer da 100 dollari

laptop

Il progetto sotenuto da Nicholas Negroponte, di cui ho parlato diffusamente nel mio precedente articolo Analfabetismo Informatico, è arrivato alla sua fase operativa.

L’ambizioso progetto mira a facilitare l’accesso a internet per i Paesi in via di sviluppo. A produrlo sarà una compagnia cinese dai primi mesi del 2007.

Fonte: Sole 24 Ore.

Il progetto: sito ufficiale e wiki.

Analfabetismo informatico: 6 italiani su 10 non sanno usare il computer

Secondo Eurostat il 59% degli italiani è analfabeta informatico, non sa usare un PC. Più di un terzo dei cittadini europei non possiede le abilità di base dell’uso del computer (la media nell’UE infatti è del 39%).

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In base alla ricerca l’Italia è tra le peggiori (seconda solo alla Grecia, 65%). Purtroppo anche i dati riguardandi le fasce più giovani della popolazione non sono incoraggianti: 28% tra i 16 e 24 anni, 50% tra i 25 e i 54.

Soprattutto il primo dato, quello dei giovanissimi, è sconfortante e denota tutte le carenze e i limiti dell’insegnamento dell’informatica nella scuola dell’obbligo, poiché circa 3 giovani su 10 risultano analfabeti digitali. Il dato invita anche a riflettere sul tema del cosiddetto digital divide, a mio avviso una delle più pericolose e subdole forme di emarginazione culturale e sociale del nostro tempo (vedi precedente post sul tema).

Riporto le interessanti considerazioni del blog di Dario Savelli, che mi ha dato lo spunto anche per scrivere questo articolo:

“…è vero che siamo a nascita zero e che il dato probabilmente maggiore è dovuto all’elevata età dei cittadini, ma anche nelle fasce giovani non siamo messi meglio che negli altri Paesi europei. L’istruzione, i contributi del governo, aiutano di certo ma evidentemente non sono abbastanza per una nazione che vuole rimanere al passo dei tempi ed inseguire il treno dello sviluppo: cosa bisogna fare allora per migliorare la situazione, quali sono le proposte di innovazione che il nuovo governo proporrà e metterà in atto nel prossimo futuro? Attendiamo tutti frementi nella speranza che si muova qualcosa, la ricerca ed una maggiore attenzione per l’università e la scuola, l’innovazione delle infrastrutture, lo sviluppo del Sud sono forse primi importanti pilastri da costruire: il dramma è che queste parole fanno parte ormai della retorica.”

Un altro interessante studio riporta le abilità degli europei nell’uso del computer e di internet nel 2005. Estraggo alcune statistiche ancora una volta sconfortanti per il nostro Paese:

  • il 56% degli italiani non ha mai usato un computer;
  • il 72% non usa regolarmente internet;
  • il 59% non possiede le competenze di base;
  • il 5% possiede un basso livello di competenze;
  • il 18% un livello medio;
  • il 19% solamente un livello alto;
  • le competenze peggiorano per le donne (64% nessuna abilità, 5% basse, 18% medie, 13% alte);
  • le percentuali peggiorano ovviamente nelle fasce d’età più elevate;
  • più il livello d’istruzione è alto, migliori sono le abilità.
  • Lo studio riporta anche le percentuali secondo il tipo d’impiego svolto.
    Un dato allarmante è che il 19% degli studenti italiani non possiede abilità di base (il 22% basse, il 33% medie e soltanto il 26% alte).

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    Da questo desolante quadro mi limito a tracciare l’ipotetico profilo di un cittadino italiano sull’argomento.
    L’italiano medio usa poco il computer e sa utilizzarlo male, soprattutto se avanti con l’età ed è una donna, solamente se appartiene ad una ristretta fascia di persone in possesso di una cultura personale elevata le sue abilità migliorano.

    Un suggerimento ai governanti: se non vogliamo creare cittadini europei di serie B è indispensabile che dal mondo della scuola e della formazione arrivi un segnale forte di volontà di crescita.

    Considerato lo stato in cui si trovano le scuole italiane riguardo le infrastrutture tecnologiche (insufficienti ed obsolete), le connessioni a banda larga (spesso inesistenti) e le competenze degli insegnanti (volenterosi ma mediamente poco preparati), penso pessimisticamente che purtroppo i nostri ragazzi dovranno ancora attendere a lungo…

    Analfabetismo Informatico

    L’ambizioso sogno di Nicholas Negroponte di produrre un computer a basso costo per sconfiggere il cosiddetto digital divide, ossia il divario digitale tra paesi ricchi e paesi con economie disagiate, sta per diventare realtà.

    Stanno per essere distribuiti, infatti, i primi laptop (computer portatili) progettati dal famoso professore dell’altrettanto celebre Massachusetts Institute of Technology.

    Laptop

    I Media Labs dell’autore di Essere Digitali contano di produrre macchine ad un incredibile costo di soli 100 dollari, che potranno essere acquistati soltanto dai governi nazionali. I paesi coinvolti nel progetto $100 laptop sono per il momento Brasile, Egitto, India, Cina e Sud Africa.

    Ma cos’è questo miracoloso laptop? Si tratta di un piccolo ed indistruttibile computer portatile pensato espressamente per bambini il cui scopo è “garantire a tutti i popoli del mondo l’accesso alla conoscenza, per favorire una scolarizzazione omogenea senza distinzione di razza o credo” (fonte Punto Informatico).

    Il marchingegno, fornito gratuitamente a studenti e docenti, tramite una scheda wi-fi, sarà in grado di far comunicare anche i più remoti villaggi attraverso la telefonia Voip (reti di telefonia senza fili via internet) e potrà essere alimentato, in caso di necessità, attravero un dispositivo a manovella.

    La nobile impresa sarà finanziata da aziende ginganti dell’informatica, tra le quali Google.

    Laptop

    Vedi galleria immagini dell’oggetto in questione sul sito ufficiale.

    Mi chiedo, perché non estendere l’iniziativa alle aree “povere” dei paesi “ricchi”?

    Una considerazione. Il concetto di analfabetismo sta cambiando di nuovo. Dal primordiale analfabetismo del saper leggere, scrivere e far di conto, si era passati al concetto di analfabetismo culturale. Qualche anno fa era di moda l’idea di analfabetismo di ritorno. Ora si parla, sfruttando l’ennesimo anglismo, di digital divide.

    L’evangelizzazione informatica preannunciata dai media contribuirà anche a vincere (o a limitare) le precedenti forme di analfabetismo?


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