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Maestro Unico forse solo su richiesta delle famiglie



maestra

Leggo su Tuttoscuola che per quanto riguarda il Maestro Unico forse spetterà alle famiglie scegliere tale organizzazione.

Del resto il tempo delle iscrizioni dei bambini alla scuola elementare si avvicina (gennaio).

L’ipotesi è ora contenuta nella bozza di parere sul Piano programmatico per la scuola predisposta dalla presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, che sembra voglia tenere conto anche della posizione dell’opposizione che durante la discussione del decreto legge aveva presentato un puntuale emendamento.

Il documento, che sarà discusso ed approvato il prossimo 27 novembre, subordinerebbe il parere favorevole della Commissione al recepimento, da parte del Governo, di una serie di condizioni, tra le quali quella “che l’attivazione di classi affidate a unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie“, e che alle classi funzionanti a tempo pieno siano in ogni caso “assegnati due docenti per classe“.

Dunque è proprio il sottosegretario all’istruzione, Valentina Aprea, ad aprire qualche spiraglio.

Come si evince dalle dichiarazioni, nonostante la norma sul Maestro Unico, pare anche che al tempo pieno siano assegnati due insegnanti per classe senza sconvolgimenti sull’organizzazione attuale.

Vedi anche: Maestro unico facoltativo?

E voi, siete favorevoli o contrari all’istituzione del Maestro Unico nella scuola Primaria? Rispondete al sondaggio.


Sciopero Nazionale della scuola contro la riforma Gelmini



maestra

Tutte le principali sigle sindacali della scuola, Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals, hanno indetto lo sciopero nazionale del comparto il giorno giovedì 30 ottobre 2008 contro la riforma Gelmini.

Intanto la Camera dei Deputati ha approvato il decreto Gelmini senza variare l’articolo 4, quello riguardante in Maestro Unico. La prossima settimana passerà al Senato e dovrà essere convertito in legge entro Ottobre.

Anche il mondo dell’Univerità è in stato di agitazione, come pure quello degli insegnanti precari e dei Dirigenti Scolastici che hanno indetto uno sciopero per il 31 ottobre.

Per quanto riguarda il sondaggio sul maestro unico promosso da questo blog al momento in cui scrivo i risultati sono questi.

4324 votanti:

  • Contrari – 61% (2647 voti)
  • Serve solo a ridurre il personale – 25% (1098 voti)
  • Favorevoli – 11% (463 voti)
  • Non cambierà nulla – 2% (83 voti)

In buona sostanza l’86% dei lettori esprime un giudizio negativo.

Nell’articolo pubblicato, inoltre, molte persone (insegnanti, genitori, gente comune) hanno lasciato decine di commenti che vale la pena di leggere.

Alcuni sono improntati alla rabbia e alla delusione, altri contributi invece sono interessanti e costruttivi.


Le scuole dicono no al Maestro Unico



maestra

Secondo un sondaggio promosso dall’autorevole rivista Tecnica delle Scuola, 4 scuole su 5 dicono no al maestro unico.

L’indagine è stata condotta su un vasto campione di scuole di tutte le regioni italiane e sono stati proposti vari quesiti. Ecco i risultati nel dettaglio delle questioni che interessano più da vicino la Scuola Primaria.

  • l’82,5% dice no al Maestro Unico
  • il 92,5% dice no alla riduzione del tempo pieno e tempo prolungato
  • il 71% pensa che il rapporto complessivo docenti-alunni vada salvaguardato
  • il 69% è contrario alla riduzione del tempo scuola

Per quanto riguarda il sondaggio sul maestro unico promosso da questo blog al momento in cui scrivo i risultati sono questi.

3586 votanti:

  • Contrari – 60% (2169 voti)
  • Serve solo a ridurre il personale – 27% (955 voti)
  • Favorevoli – 10% (369 voti)
  • Non cambierà nulla – 2% (66 voti)

In buona sostanza quasi il 90% dei lettori esprime un giudizio negativo.

Nell’articolo pubblicato, inoltre, molte persone (insegnanti, genitori, gente comune) hanno lasciato decine di commenti che vale la pena di leggere.

Alcuni sono improntati alla rabbia e alla delusione, altri contributi invece sono interessanti e costruttivi.


Riforma Gelmini: i punti pricipali del piano programmatico dei tagli



maestra

La bozza del piano programmatico per il dimensionamento delle rete scolastica è stato finalmente presentato dal Ministro Gelmini alle organizzazioni sindacali.

Questi i contenuti principali (fonte Orizzonte Scuola):

1. Revisione degli ordinamenti scolastici

  • 1.1 Intervento e razionalizzazione dei piani di studio

    1.1.1 Revisione delle Indicazioni nazionali relative alla scuola dell’Infanzia e alle scuole del primo ciclo. Si cercherà di armonizzare le indicazioni della Moratti con quelle di Fioroni.

    1.1.2 Revisione piani di studio relativi al sistema dei licei. Si cercherà di riesaminarli con l’obiettivo di semplificazione in relazione, anche, alla riduzione dei carichi orario previsti dal piano di razionalizzazione (vedi punto 1.2.4)

  • 1.2. Revisione dei quadri orario dei diversi ordini di scuola

    1.2.1 Scuola dell’infanzia. Vengono confermate le due tipologie organizzative 40 e 25 ore. Reintroduzione degli anticipi previsti dalla riforma Moratti con l’ingresso nella scuola dell’infanzia a partire dai due anni. Confermate le sezioni primavera

    1.2.2 Scuola primaria. Viene introdotto il maestro unico per un orario di 24 ore settimanali. Il tempo scuola, tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica potrà essere così articolato:
    -27 ore, con esclusione delle attività opzionali facoltative;
    -30 ore comprensiva dell’orario opzionale facoltativo e con l’introduzione del maestro prevalente
    -possibilità di estensione delle ore di lezione fino ad un massimo di 10 ore settimanali comprensive della mensa.

    Relativamente all’insegnante di lingua inglese per la primaria. L’insegnamento sarà affidato ad un insegnante di classe opportunamente formato con corsi della durate di 150/200 ore tenuti da docenti specializzati o della secondaria di I grado.

    1.2.3 La Scuola secondaria di I grado vedrà un calo orario da 32 ore settimanali a 29. L’orario effettivo di lavoro di tutti i docenti sarà di 18 ore. Sarà riorganizzato il quadro orario del tempo prolungato con un orario massimo di 36, superando il sistema delle compresenza. Per le medie si prevede una rivisitazione delle classi di abilitazione, privilegiando gli insegnamenti di base e le aggregazioni umanistico letterarie, scientifico tecnologiche e linguistiche. Il tutto entro dicembre.

    1.2.4 Scuola secondaria di II grado. L’orario per licei classici, linguistici, scientifici e scienze umane sarà pari ad un massimo di 30 ore settimanali. Per i licei artistici, musicali e coreutici di 32 ore. Per gli istituti tecnici e professionali 32 ore

    1.2.5 Istruzione per adulti. L’obiettivo è di rivedere l’assetto organizzativo didattico e di legare l’autorizzazione dei corsi al monitoraggio degli esiti finali. Gli esuberi non potranno essere utilizzati in attività non ordinamentali

    1.2.6 Docenti tecnico-pratici. L’obiettivo è una riduzione del 30% delle ore di compresenza con il docente titolare di cattedra, oltre ad una revisione delle funzioni

2. Riorganizzazione della rete scolastica

  • 2.1 Accorpamento ad altri istituti o smembramento di 2.600 istituti con un numero di alunni inferiore alle 500 unità. Una operazione che riguarda il 20% delle istituzioni scolastiche.

3. Razionalizzazione ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola

  • 3.1 Il rapporto alunni-classe si eleverà di uno 0,20 il primo anno (2009/10), mentre da ciascuno dei due anni scolastici successivi di 0,10. Il totale sarà di 0,40 in tre anni

    Ciò significherà:

    Scuola primaria: il numero di alunni per classi è definito in min. 15 – max 27; per le pluriclassi, min. 8- max 18, nei comuni montani, piccole isole e minoranze non inferiore a 12.
    Scuola di primo grado: le prime classi sono costituite, sempre di norma da non più di 27 e non meno di 18 alunni, con la possibilità di ridistribuire le “eccedenze” in non più di una o due alunni e, comunque una prima classe deve essere formata da meno di 29 alunni. Le seconde e terze sono determinate con i rispettivi alunni delle prime classi, sempre che rispettino la media di 20 alunni, 14 alunni minimo, invece la deroga è fissata per le aree di montagna ecc.; per la classi con alunni di corsi diversi, il numero di alunni non potrà superare le 14 unità
    Istituti e Scuole di secondo grado: le prime classi sono costituite con non meno di 27 alunni per classe, utilizzando il divisore 27, considerato il numero complessivo degli alunni iscritti e la serie storica dei tassi di ripetenza, le “eccedenze” sono distribuite fino a un max di 30 alunni. Per le sezioni staccate e scuole coordinate il numero di alunni minimo è fissato a 25 unità, per le classi articolate in gruppi di diversi indirizzi, le classi dovranno essere costituite con non meno di 27 e il gruppo di minore consistenza con 12 alunni, una deroga a 20 alunni. E’ ammessa per motivazioni oggettive (limitate dimensioni di aule e laboratori, necessità di utilizzare strumenti tecnici voluminosi o di macchine e materiali pericolosi per l’incolumità fisica degli allievi) una deroga ad un minimo di 22 alunni. Classi intermedie e terminali, sono costituite classi intermedie, in numero pari a quelle inferiori, purché con un numero minimo di 22 alunni; per le classi terminali il limite minimo è di 15 alunni

  • 3.2 riconduzione a 18 ore di tutte le cattedre di scuola di I e II grado, eliminando la clausola di salvaguardia della titolarità
  • 3.3 l’organico dei docenti per l’istruzione degli adulti sarà definito non in base agli iscritti, ma allo storico degli alunni scrutinati
  • 3.4 sostegno per l’istruzione a distanza
  • 3.5 rideterminazione dei posti di sostengo per alunni disabili in base alla legge 24 dicembre 2004 n. 244
  • 3.6 i docenti inidonei per motivi di salute saranno impiegati in altre amministrazioni
  • 3.7 saranno attivati corsi di riconversione per i docenti di classi di concorso in esubero per l’inserimento in classi di concorso più ampie
  • 3.8 saranno rivisti gli istituti giuridici che comportano comandi, collocamenti fuori ruoli, utilizzazioni

4 Personale ATA.

  • La riduzione riguarderà il 17% della dotazione organica. Il taglio seguirà la riduzione del numero delle istituzioni scolastiche (vedi punto 2.1). Si tenterà di salvaguardare il contingente degli assistenti amministrativi. Vedi articolo Tagli ATA per profilo professionale

    Il totale dei tagli al personale (docenti + ATA) sarà di 87.400 più 44.400 unità, per un totale di 131.800

La prossima settimana i vari decreti saranno convertiti in legge dal parlamento. Si vedrà se ci saranno eventuali modifiche ed emendamenti.

Guarda e scarica l’intero schema del piano programmatico (PDF).

Per quanto riguarda il maestro unico, voi siete favorevoli o contrari alla sua istituzione del nella scuola Primaria? Rispondete al sondaggio.


Riforma Gelmini: i contenuti del piano programmatico di razionalizzazione della scuola



maestra

Ieri il ministro Gelmini ha illustrato il suo piano programmatico di razionalizzazione della scuola alle parti sociali in Commissione Cultura.

Questi i contenuti (fonte Tuttoscuola):

– Aumentano le Sezioni primavera: 30 milioni di euro per il 2008-2009, 50 milioni nel 2009-2010. Il nuovo servizio educativo per bambini tra i due e i tre anni, attualmente a gestione regionale, viene confermato e implementato, prevedendo che nelle aree montane possano essere accolti piccoli gruppi di bambini di due-tre anni anche nelle scuole dell’infanzia. Il piano sarà di concerto con regioni e comuni.

– Docente unico nella primaria più l’insegnante di inglese. Oltre al docente unico per le classi di scuola primaria funzionanti 24 ore a settimana sarà presente anche l’insegnante di inglese.

– Tempo pieno: aumentato del 50%. Con il passaggio al maestro unico nella scuola primaria ci saranno più docenti per aumentare il tempo pieno del 50%. L’insegnante unico ha un carico obbligatorio di lezioni di 24 ore settimanali a fronte del carico orario di 27 o 30 ore settimanali attuali dei docenti del modulo.

– La differenza oraria tra 27/30 ore e 24 potrà essere reinvestita in attività di tempo pieno, da assegnare o allo stesso docente unico o ad altro docente.

– Estensione degli istituti comprensivi. Il piano intende privilegiare dove possibile il modello degli istituti comprensivi, quelli cioè che uniscono sotto un’unica istituzione scolastica (e sotto un’unica presidenza) scuole dell’infanzia, elementari e medie. Si ritiene che tali istituti, che oggi rappresentano già quasi la metà delle istituzioni scolastiche del I ciclo, favoriscano la continuità didattica e l’orientamento scolastico. Questa modalità organizzativa consentirà di produrre economie perché ogni istituto avrà un solo direttore scolastico e personale amministrativo minore.

– Riduzione delle ore di lezione dei tecnici e professionali. Da 36 a 32. Tutte gli studi internazionali indicano che la qualità non è legata al semplice numero di ore svolte a scuola. Bisogna aumentare la qualità non la quantità di ore. Nei Licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane passa da 33 a 30.

– Gli istituti tecnici e professionali passeranno a 32 ore settimanali (dalle attuali 36 in media) come già suggerito dalla commissione ministeriale nominata appositamente dall’ex ministro Fioroni. Il modello a 36 risultava eccessivo e non dava modo al ragazzo di sviluppare le nozioni apprese in classe.

– Riduzione degli attuali indirizzi di studio nella secondaria superiore. Oggi sono circa 900, includendo le sperimentazioni nazionali e autonome. Sono un numero sproporzionato alle esigenze formative e hanno prodotto inefficienza.

– Si interverrà soprattutto negli istituti tecnici e professionali eliminando le duplicazioni (esempio istituto tecnico commerciale e istituto professionale per il commercio; oppure istituto tecnico industriale per la meccanica e istituto professionale per la meccanica) che confondono l’utenza senza apportare valore aggiunto. Le duplicazioni di questo genere sono moltissime.

– Accorpamento di classi di concorso. Le classi di concorso con una comune matrice culturale e professionale verranno accorpate. Ad esempio oggi matematica e matematica applicata rappresentano classi di concorso diverse, creando talvolta difficoltà nell’efficiente gestione del personale. L’intento è quello di semplificare e aumentare la flessibilità nell’impiego dei docenti.

– Aumento dell’importanza delle materie di base. Estensione dell’inglese e della matematica nei licei classici

– Corsi di italiano per stranieri. Sarà possibile frequentare, per coloro i quali hanno difficoltà con la lingua italiana, corsi pomeridiani. Inoltre vengono previste ore anche di mattina per studenti stranieri.

– Non vengono toccati gli insegnanti di sostegno. Il personale docente che si occupa degli alunni diversamente abili viene confermato.

– Non si toccano le scuole di montagna. In Italia ci sono più di 10.000 classi con meno di 10 studenti. E’ indispensabile analizzare caso per caso i singoli istituti per verificare una razionalizzazione del sistema che eviti gli sprechi. Per questo è escluso che verranno chiuse le scuole di montagna e tutte quelle di rilevanza sociale.

– Tornano gli anticipi nella scuola dell’infanzia: il bambino potrà essere iscritto a 2 anni e mezzo. La riforma Moratti aveva introdotto anticipi di iscrizione anche nella scuola dell’infanzia oltre che nella scuola primaria. Anticipi partiti a fatica e abrogati dal governo Prodi con la finanziaria 2007. Ora il piano programmatico ne prevede il ripristino.

Il ministro non ha consegnato alcun documento scritto.

Roventi le reazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals.

La prossima settimana è previsto un altro decisivo incontro.

Per quanto riguarda il maestro unico, voi siete favorevoli o contrari alla sua istituzione del nella scuola Primaria? Rispondete al sondaggio.


Speciale sulla scuola che inizia e su quella che verrà



Scuola D@y

Si è svolto ieri lo ScuolaD@y del Sole24 Ore, una vera e propria maratona durata l’intera giornata sulla scuola che inizia e su quella che verrà.

Si è parlato di Maestro Unico ma di tantissimi altri argomenti: dei problemi della scuola, dei suoi protagonisti, del caro libri, di bullismo, di tecnologie, del precariato, degli studenti, degli insegnati, degli stipendi, delle famiglie, dei sistemi educativi di altri paesi.

Sono intervenuti docenti, dirigenti, esperti e giornalisti, persone comuni.

Il momento clou è stato l’intervista al ministro Gelmini. E’ stato intervistato anche l’ex ministro Fioroni.

La pagina riassuntiva è ricca di risorse e include i video degli interventi.

Insomma una panoramica esaustiva, un dossier, una fotografia del momento importante che sta vivendo la scuola italiana.

Per quanto riguarda il Maestro Unico (unico vero bocciato dagli italiani anche dai sondaggi del Sole) si può ancora partecipare al sondaggio promosso da questo blog.