Riforma Gelmini: quale sarà il destino degli insegnanti di ruolo in esubero nel prossimo anno scolastico?



maestra

La bozza del piano programmatico per il dimensionamento delle rete scolastica contiene indicazioni riguardo il personale di ruolo in esubero che si verrà a creare.

Dallo schema estraggo due capitoletti a proposito del personale docente.

Riconversione professionale dei docenti

Saranno attivati corsi di riconversione professionale per i docenti, facenti parte delle classi di concorso in esubero, nonché corsi relativi ad altre tipologie di docenti, ai fini dell’inserimento in classi di concorso più ampie.

Utilizzo dei docenti in compiti diversi dall’insegnamento

Saranno rivisti gli istituti giuridici che comportano comandi, collocamenti fuori ruolo, utilizzazioni ecc.., onde ridurre allo stretto necessario la incidenza della spesa rappresentata dal pagamento dei supplenti in sostituzione.

In buona sostanza se gli insegnanti precari dovranno scordarsi del posto di lavoro tanto agognato e dirigersi verso altre forme di precariato, anche i docenti di ruolo in esubero avranno di che preoccuparsi.

I più fortunati potranno riconvertirsi verso altre classi di concorso, gli altri, quelli che hanno poco punteggio, in particolare i neo immessi in ruolo, potrebbero essere utilizzati addirittura “in compiti diversi dall’insegnamento”.

Inoltre:

La revisione degli ordinamenti scolatici con una riduzione generalizzata del monte ore settimanale di insegnamento e la definizione di nuovi criteri per la formazione delle classi e degli organici, determinerà una riduzione strutturale della spesa. Quand’anche in via temporanea, in alcuni ambiti, si determinassero situazioni di soprannumero, riassorbibili con i successivi pensionamenti, si determinerebbe comunque una economia a seguito dell’utilizzo di tale personale per le supplenze e, nella scuola primaria, per fronteggiare le richieste delle famiglie di un ampliamento del tempo scuola.

In pratica il personale in esubero, se non sarà utilizzato per un eventuale ampliamento del tempo scuola, sarà costretto a fare spezzoni di supplenza non si sa bene se all’interno di un singolo istituto o in giro per le scuole del territorio.

Secondo fonti dell’opposizione il personale in esubero soltanto per il prossimo anno scolastico ammonterebbe a 10.000 unità.

I prossimi giorni i vari decreti saranno convertiti in legge dal parlamento. Si vedrà se ci saranno eventuali modifiche ed emendamenti.

Guarda e scarica l’intero schema del piano programmatico (PDF).

Per quanto riguarda il maestro unico, voi siete favorevoli o contrari alla sua istituzione del nella scuola Primaria? Rispondete al sondaggio.


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35 Risposte a “Riforma Gelmini: quale sarà il destino degli insegnanti di ruolo in esubero nel prossimo anno scolastico?”

  1. nunzia devito dice:
    Pubblicato sabato 11 ottobre 2008 alle 18:35

    perchè scioperare se tutto è ormai deciso?

  2. Barbara Cinus dice:
    Pubblicato lunedì 13 ottobre 2008 alle 23:11

    perchè continuare a subire??

  3. maria dice:
    Pubblicato venerdì 17 ottobre 2008 alle 20:15

    oggi la scuola italiana presenta gravi problimi sia sul piano educativo sia sulla formazione dell’alunno.troppo sprechi,ke portano solo ad un’efficienza d carattere generale, senza kontare quello ke ogni anno costano i docenti er il personale ata.non è possibile ke con un debito pubblico cosi ampio tutti vogliano ankoa sprecare.in questo modo l’italia tramonterà molto presto.

  4. lucia 70 dice:
    Pubblicato sabato 18 ottobre 2008 alle 15:44

    Ma il debito pubblico è da imputare solo alla scuola?
    Chi approva questi tagli si rende conto cosa vuol dire insegnare con 28 o 32 o 35 bambini tutti insieme? Probabilmente sono le stesse persone che se si trovassero con 5,6,7 bambini alla volta non saprebbero cosa fare o perderebbero la pazienza. Ora è giusto razionalizzare ma con…..criterio
    Il sono un’ insegnante di scuola dell’infanzia e il mio lavoro è diventato soppravvivere giornalmente a 28 bambini , alla confusione, al rumore, a decisioni che vengono prese e poi ritrattate. Basta… Non si riesce ad istaurare un rapporto con i bambini con un numero così elevatoe tantomeno si riesce ad individualizzare l’insegnamento e l’apprendimento
    Tra qualche anno quando avremo bambini che sapranno ancora di meno non continuate a colpevolizzare la scuola …è una logica della riforma.
    Inoltre caro ministro , lei non capisce queste proteste perchè sa poco della scuola e non ha voluto un confronto.
    dare degli ignoranti ai manifestanti di ieri è un atto di arroganza perchè il suo decreto lo abbiamo letto eccome se lo abbiamo letto…

  5. giuseppe dice:
    Pubblicato mercoledì 22 ottobre 2008 alle 20:06

    sono nella scuola da tanti anni e solo qest’anno sono diventato di ruolo a 50 anni, sarò sicuramente in esubero in quanto docente di tecnologia alle medie inferiori, ma durante questi anni ho capito che nella scuola gli sprechi sono assurdi. Finalmente una donna con coraggio da vendere che ha messo mano a questo sacco inqualificabile. Per troppi anni ci siamo adagiati e adesso è dura accettare quello che è giusto fare. Io ho scelto di fare questa professione per passione e sarà dura accettare una nuova realtà ma il fatto che venga colpito io stesso non significa che non sia giusto.

  6. marcello dice:
    Pubblicato domenica 26 ottobre 2008 alle 01:07

    Se salta la scuola la società va a rotoli, altro che economia! La scuola deve essere sviluppata in quantità e qualità. Se c’è da spendere si spenda e si tagli altrove.Siamo un popolo di analfabeti di ritorno e ci permettiamo il lusso di manomettere un settore che è la spina dorsale di un paese. Ma chi è quel grullo che ancora pensa che l’economia di si risani con questi sistemi di tagli? Una volta tagliato resti fregato!

  7. Lara dice:
    Pubblicato domenica 26 ottobre 2008 alle 22:29

    Giuseppe, sono perfettamente d’accordo con te: se una cosa va fatta,va fatta anche quando i tocca personalmente (anch’io sono entrata due anni fa e sarà in esubero). Questa riforma non sarà la panacea di tutti i mali, ma sicuramente si doveva metteremano a molte storture. Non so se funzionerà, ma so che tutti quelli (soprattutto i politici) che si dicono contrari, finora per la scuola non hanno fatto NULLA DI NULLA (e neanch adesso presentano ipotesi migliori di questa, per provvewdere, in qualche modo, a sanare quello che, è evidente!, non va!)

  8. emanuela dice:
    Pubblicato lunedì 27 ottobre 2008 alle 20:04

    molti punti di questa riforma fanno praticamente pena…ekko perchè dobbiamo scioperare e continuare a manifestare nelle piazze….perchè questa è solamente un’ingiustizia senza togliere il fatto ke molti insegnanti con questa riforma perderanno il lavoro…ma tanto…ekko kosa fa la gelmini:fa aumentare la disoccupazione in italia!!

  9. D dice:
    Pubblicato mercoledì 29 ottobre 2008 alle 17:37

    La classe politica intera fa pena. Nella scuola, ciò che non taglia la destra, la sinistra azzoppa. Siamo fuori della definizione popperiana di democrazia.

  10. vince dice:
    Pubblicato giovedì 30 ottobre 2008 alle 10:43

    vergognatevi di dire che i docenti lavorano tanto !!! tra malattie…sciperi e vacanze ….fanno oltre 3 mesi a casa. Conosco docenti che guadagnano 1300 euro al mese con 8 ore di lezione la settimana …..vi sembra giusto questo??? su non fate i soliti comunisti …….c’è gente cha fa 50 ore la settimana per 1000 euro al mese sudando ……è ora di finirla ……….pensate poi che questi nel tanto tempo libero che hanno fanno pure ripetizioni private a 30 euro l’ora (ovviamente in nero) ……e voi ancora li difendete …..VERGOGNATEVI…..DISONESTI INTELLETUALI ……

  11. nadia dice:
    Pubblicato giovedì 30 ottobre 2008 alle 20:44

    Sono piacevolmente sorpresa dalla Sua coerenza.
    Sono mamma di una bambina di seconda elementare e questo provvedimento non mi trova in disaccordo. Forse perché io stessa ho studiato in questo modo e sono riuscita a specializzarmi dopo la laurea? Traduco: la motivazione allo studio non nasce nella scuola ma in seno alla propria famiglia e si esplica nonostante le strutture scolatiche; io non sono mai stata aiutata a fare i compiti, né ora aiuto mia figlia perché anche lei a 7 anni può essere consapevole delle sue responsabilità e di cosa sta costruendo. Io ho studiato fino a 32 anni e sono ancora precaria (non nella scuola ma nella ricerca…) a sono contenta di aver studiato: penso che se l’intenzione di elevarsi culturalmente, la curiosità per il mondo siano dentro di noi e forse troppi docenti sono una distrazione.

    La saluto

  12. patrizia dice:
    Pubblicato domenica 9 novembre 2008 alle 12:37

    Non permettiamo di far passare per la scuola tutto ciò. Non si può tagliare solo sulla scuola e sulla sanità e a questo modo. Mollassero i loro di stipendi una volta per tutte.
    Patrizia

  13. Luigi Chatel dice:
    Pubblicato domenica 9 novembre 2008 alle 17:17

    principali novità che allo stato attuale delle cose riguarderanno le scuole elementari e medie già il prossimo anno. Cerco di rimanere nell’oggettività; invito a mantenere la stessa oggettività riconoscendo ad ogni lettore la piena libertà e responsabilità di toccare ed esprimere le proprie convinzioni e valutazioni.
    Nella scuola elementare ci saranno le novità più dirompenti;
    fine della pluralità del team docente, con l’avvento del “maestro unico”- si inizierà dalle classi prime – saranno ancora possibili integrazioni di “esperti” per alcune aree disciplinari (es. educazione motoria, religione, …)
    orario didattico settimanale per tutte le classi di 24 ore, con possibilità di opzioni aggiuntive fino a 27 o 30 ore e insegnante prevalente “nei limiti dell’organico a assegnato e con le risorse disponibili presso le scuole”. A quali “risorse” si fa riferimento non è stato ancora chiarito, così come non è chiarito chi effettuerà queste ore e con quali qualifiche
    insegnamento dell’inglese senza ricorrere a specialisti, perché tutti gli insegnanti saranno formati per questo insegnamento tramite 150 ore di corso. Da notare che i corsi per gli “specialisti” oggi in servizio sono stati lunghi più del doppio … e i candidati dovevano dichiarare di avere delle basi e sostenere test di ammissione … Ma anche qui il decreto manca di chiarezza. Questa è una lacuna gravissima.

    In generale, con valenza per tutti gli ordini di scuole, si attuerà
    un aumento del rapporto alunni – classe: di 0,20 l’anno 2009-10, di ulteriore 0,20 nei due anni successivi; non è chiaro cosa questo significhi: 0,20 in più del rapporto medio, che ora mi pare sia intorno a 21 – 22, non dovrebbe creare particolari problemi, soprattutto se, come previsto da quanto dirò poco oltre, si prevede scompaiano le classi con pochi alunni; sarebbe preoccupante intendere lo 0,20 come aumento percentuale, che significherebbe 5 alunni in più per classe dal 2009-10 (totale 30) e 6 alunni in più dal 2011-12 (totale 36)!
    l’attuazione di “classi ponte” in cui saranno inseriti i ragazzi di origine straniera al loro arrivo in Italia, per permettere la loro prima alfabetizzazione, e l’impossibilità di inserimenti oltre il 31 dicembre; il rischio è quello della sclerotizzazione; corsi propedeutici o in parallelo alle normali attività già si svolgono.

    Si prevede poi la “riorganizzazione della rete scolastica”, che comporta due tipi di interventi:
    la chiusura dei plessi con numero di alunni inferiore a 50; (si pensi alle tantissime scuole dell’infanzia, che non raggiungono questi limiti), fatta eccezione per le scuole a qualifica “speciale”
    la soppressione della titolarità (Presidenza e Segreteria) per gli istituti che non raggiungono i parametri di legge, con accorpamenti e assorbimenti in altri istituti (norma per altro già prevista dalle leggi regionali in Piemonte)

    *** spieghiamo alcuni passaggi nel loro significato pratico
    L’accorpamento e la scomparsa di istituti è un’operazione che non ha implicazioni immediate e dirette sul servizio scolastico, ma riguarda le sedi dirigenziali e gli uffici di segreteria. Ciò significa che comporta contrazioni di posti del personale ATA e dei dirigenti; sugli organici sia ATA che docenti comporta semplicemente la fusione, e quindi la possibile modifica delle situazioni individuali di graduatoria e di assegnazione alle sedi.
    La chiusura dei plessi riguarda invece il vero e proprio servizio scolastico, determinando la scomparsa di scuole da certi territori. A parte le situazioni di montagna, che potrebbero essere stralciate con opportune eccezioni, perderebbero le scuole moltissimi paesi, anche non piccoli; soprattutto bisogna considerare che questi alunni confluiranno in sedi ovviamente più grandi, con probabili difficoltà di contenimento. Pensiamo poi al disagio per i bambini che tornerebbero, come già i nostri nonni e bisnonni, a dover viaggiare per ore al fine di raggiungere la scuola, con conseguente aumento del traffico e delle corse stressogene per gli accompagnatori. Ai comuni l’onere di gestire i trasporti con scuolabus con aggravio di spese (è il caso di una scuola nell’interland torinese) rispetto al mantenimento di una sede staccata.
    *** aspetti meno appariscenti
    Un ordine di problema che nasce è senz’altro quello di chi ha usufruito in questi anni della scuola come servizio sociale. Si può dire che non riguarda la scuola ma non che non rientra nei problemi determinati da questo tipo di provvedimento.
    Altro ordine di problemi che nasce è quello di tipo forse più professionale ma non meno delicato e non con meno risvolti sull’utenza.
    Il conferimento del carattere professionale alle scuole (con tanto di Consiglio di amministrazione) determinerà uno scollamento a livello nazionale senza programmi di insegnamento nazionali, senza criteri nazionali nella scelta dei candidati all’insegnamento e dell’assegnazione dei docenti alle classi. La presenza di sponsor locali rischia di determinare sperequazioni nella disponibilità di fondi a livello locale.
    Tralasciando il peso che rischia di avere il mondo economico produttivo nella gestione e negli indirizzi delle scuole, mi sembra del tutto normale che la categoria chieda di vedere tutelati gli aspetti fondamentali poc’anzi citati della propria carriera e vita lavorativa.
    Le famiglie dovrebbero avanzare richiesta analoga per quanto riguarda il titolo di studio e la certificazione dei risultati (necessaria una scheda o pagella di modello unico e con voci univoche, programmi di studio minimi garantiti a livello nazionale).
    Il Governo parla di incentivi per i bravi insegnanti ma non fissa i parametri a livello nazionale che servono a stabilire chi lo sia.
    Per intanto arbitrariamente e con scelta monolaterale ne aumenta il monte ore lavorativo settimanale trascurando che è uno degli aspetti fondamentali del contratto. Decide che siano le scuole a pagare le ore extra 24 senza garantire i fondi relativi.
    *** un po’ di fumo negli occhi
    Volutamente non mi fermo sugli aspetti più di facciata e meno rilevanti del decreto quali grembiuli, voti ed educazione civica. Meno rilevanti perché inconsistenti in quanto a “novità” o perché già richiesti in modo bipartisan da tempo. Certo sono quelli che colpiscono maggiormente l’immaginario collettivo e sollevano le chiacchiere che non fanno andare al nodo delle questioni.
    *** cosa ci riserva il futuro
    A regime (quando saranno cioè stati riassorbiti gli esuberi previsti) nasceranno oggettivamente problemi per qualsiasi attività didattica extrascuola (attività sportive, visite, soggiorni, gite, …).
    Più difficili saranno gli interventi individualizzati e i recuperi; le attività di laboratorio saranno ancora più mortificate.
    Tutte le discipline e gli insegnamenti saranno ridimensionati per problemi di orario.
    Tra i rischi la mancanza di tempi adeguati di lavoro e pausa ed il conseguente incremento del disagio che porta poi ad esplosioni di intemperanza a livello comportamentali e di bullismo, con insegnanti che avranno ancora meno tempo per stare con i ragazzi ed occuparsi di loro.

  14. jessica dice:
    Pubblicato lunedì 1 dicembre 2008 alle 10:32

    Il problema vero è che siamo un paese poco educato: poco educato a studiare, poco educato a manifestare, poco educato a investire. Il risparmio in Spagna lo stanno facendo tagliando soldi ai partiti. E qui non potrebbe essere così? Non è giusto incolpare la scuola di poco lavoro, sprechi, fannulloneria e via dicendo, quando per primo chi ci governa incarna il peggio del Belpaese. Vorrei chiedere a chi è favorevole ai tagli: quando i vostri figli o nipoti saranno talmente ignoranti da non riuscire a comprendere nemmeno quando i politici gettano loro fumo negli occhi, sarete contenti?Quando faticheranno a capire i loro diritti e i loro doveri? Quando non saranno in grado di capire un giornale? La scuola insegna tutto questo.Mi sono formata a un liceo classico statale, e davvero non c’era niente da sprecare!Non avevamo neppure i gessi! Chi parla di scuola dovrebbe prima conoscerla, e non dire fesserie da posizioni lavorative che non glielo consentono!!

  15. Elyno dice:
    Pubblicato lunedì 1 dicembre 2008 alle 14:04

    Cara Jessica ,
    è proprio vero che prima di parlare si deve conoscere la realtà ,altrimenti si dicono solo fesserie ….e mi fermo qui ! Perché non ho capito quali sono …“le posizioni lavorative che non consentono “..Io presumo che si riferisce a quelli che vanno in piazza a fare baccano senza sapere veramente il perché , ma solo perché in quel modo si sentono importanti e veri …! Ma da quello che dice all’inizio non sembrerebbe .
    E’ un mese che seguo i forum che il maestro Alberto ha cortesemente attivato ..,e sono intervenuta più volte ,come una molto al dentro dei lavori ,visto che insegno nella scuola Primaria da più di ventenni (vedi forum “favorevoli o contrari al Decreto Gelmini)e quindi non mi va di ripetermi .
    Che la scuola ,o perlomeno tutta la scuola, non funzioni bene ,…. non ci piove!Lo dimostrano le diverse realtà che escono fuori dagli autentici spaccati di vita lavorativa nelle , vedo molto dissimili , scuole italiane .
    Comunque se ci sono o ci saranno nel futuro più o meno ignoranti che non sanno neanche leggere il giornale , non comprendono quando i politici gettano fumo negli occhi e non riescono a capire quali sono i loro diritti e i loro doveri ( personalmente ritengo che oggi non riusciamo a capire, o ci fa comodo non capire ,soprattutto, quali sono i doveri più che i diritti )non certo dipende dall’organizzazione scolastica ….serve ben altro .
    Buon pomeriggio a tutti !

  16. gabriella dice:
    Pubblicato lunedì 1 dicembre 2008 alle 22:49

    ma ci sei mai stato a scuola? io dico di no,non hai detto una cosa giusta. chi ti ha raccontato le fregnacce che stai dicendo?
    la scuola è ben diversa da quella che hai raccontato, te lo garantisco dopo trent’anni e più di servizio. non sosteniamo il governo solo per non essere definiti comunisti. una volta,mi raccontavano, i comunisti mangiavano i bambini ora gli insegnanti rubano lo stipendio…vieni a trovarci

  17. Elyno dice:
    Pubblicato martedì 2 dicembre 2008 alle 14:20

    Non so se la collega Gabriella ,nel rispondere si riferisce a me , perché non si capisce bene .
    Se così fosse , replico che io a scuola ci vivo nel vero senso della parola, nessuno mi ha raccontato niente ,e tantomeno “fregnacce “. Registro e racconto le mie esperienze personali e della realtà scolastica che mi circonda .
    Ho gia detto più volte nei miei commenti ( vedi forum “Contrari o no al Decreto Gelmini ) che ci sono diverse realtà …..nelle quali sicuramente c’è chi gestisce nel migliore dei modi la “pluralità “ e chi invece per vari motivi la vive con molte difficoltà penalizzando ,a volte , anche la qualità .
    Bisogna rispettarle tutte e se c’è da porre rimedio…. Ben venga !Non possiamo non vedere al di là del proprio naso…..nè ho bisogno di sostenere il governo per non sentirmi dire che sono comunista. Credo alla sua realtà , ma le posso assicurare, che anche nella mia ,pur se ci sono diverse cose che non vanno , quel poco stipendio che prendiamo ce lo guadagniamo tuttooooo!!!
    Scusate!

  18. ELY dice:
    Pubblicato venerdì 6 febbraio 2009 alle 20:04

    Salve.
    Sono favorevole alla riforma come ho già espresso ampiamente nei miei precedenti interventi. Ora si presenta il problema dell’esubero degli insegnanti. non mi sono ancora documentata sulle linee programmatiche per riconvertire o utilizzare in modo differente questi “esuberi”, ma spero vivamente che ciò venga fatto sulla base della qualità e non della quantità. Mi spiego. Mi auguro che non conti solo l’anzianità di servizio per scongiurare il pericolo, ma soprattutto la qualità dell’insegnamento. Nella mia visione utopistica della situazione vorrei che fossero costituiti degli organismi superiori e competenti per il controllo e il monitoraggio delle effettive capacità didattiche ed educative di alcuni docenti e anche, haimè, di altrettanti capi d’istituto e che ad essere riconvertiti in altri ruoli fossero coloro che dimostrano la più completa incapacità ad espletare tale funzione e che grazie al buonismo che da anni accompagna la scuola, sono stati gli artefici della crescita dell’ignoranza tra gli studenti ed hanno favorito l’abbandono scolastico. Perchè non prevedere periodicamente anche dei test attitudinali all’insegnamento ed alla capacità relazionale per certi docenti, invece di suggerire spesso sterili e costosi corsi di aggiornamento che poi nessuno fa perchè non obbligatori? Si dovrebbe studiare una manovra di politica scolastica più attenta alla qualità, al rispetto del codice deontologico dell’insegnamento, piuttosto che modalità per “sistemare” gli esuberi che hanno poca anzianità in tappabuchi. parlo con cognizione di causa e non per interesse personale. Non sono tra gli esuberi con vent’anni di servizio, ma vivo una triste realtà: nella mia scuola la prima classe elementare rischia di non formarsi se sarà una determinata insegnante ad averla, grazie al suo operato scarsamente didattico e instabile a livello relazionale. Ed anche se verrà gararntita un’altra insegnante in questa prima al fine di avere un numero sufficiente di iscrizioni, dove verrà collocata a far danno il soggetto in questione? In un altra classe, certo, dove i genitori già minacciano di portare via i figli se ciò accadesse. Non credo che questo sia il solo caso isolato e raro…penso che sia più comune di quanto si pensi. Perchè invece di andare in piazza a protestare per l’insegnante unico non si protesta contro questi soggetti e non si fa qualcosa per mandarli letteralmente via a calci? Sono questi i famosi fannulloni che fanno investire tutta la categoria di tale appellativo, rovinando la reputazione professionale anche a coloro che hanno capacità professionali da vendere!

  19. Elyno dice:
    Pubblicato venerdì 6 febbraio 2009 alle 23:14

    Sono ormai una” abituè” dei forum del maestro Alberto , li preferisco agli altri ,tantissimi incontrati nei vari siti , anche su argomenti impegnativi . Li preferisco perché hanno una grafica chiara, senza tanti simboli e gif movimentate che spesso infastidiscono la lettura : è un piacere interloquire in questo modo . Ho commentato molte volte sul forum “ Gelmini : favorevoli o contrari “, ma questa sera , mi ha incuriosito nella pagina iniziale ,l’ultimo commento di Ely (su “Quale sarà il destino degli insegnanti di ruolo in esubero ..” ), già incontrata nell’altro forum , e aprendo … mi sono accorta che c’è un’ altra Elyno e ho visto anche che la pensa come me .!?
    Elyno, mia omonima , aggiungi qualcosa al nome per farti riconoscere ..perchè io sono molto affezionata al mio nickname! Grazie .
    Ely, tornerò a commentare il tuo problema quando ho più tempo.

  20. Elyno dice:
    Pubblicato sabato 7 febbraio 2009 alle 17:00

    Cara Ely, ho visto più volte che siamo accomunate dalla stessa visione ed esperienza scolastica, vissuta con slancio e partecipazione ,cioè con quella passione che deve distinguere chi intraprende questo mestiere ,visto che la remunerazione materiale non è poi tanto allettante .Ma spesso nella realtà non è sempre così ,ci sono tanti casi di ripiego in una società che offre altri e diversi valori e spesso portano, anche nella mia realtà , situazioni analoghe a quelle che hai chiaramente illustrato ; e poi ,diciamolo francamente ,senza mezzi termini,che la maggior parte dei genitori( questo in piazza non si dice ) non scelgono le 24-27-30 -40 ore ,ma solo e soltanto per l’insegnante o gli insegnanti che prendono la prima dei loro figli . Questo avviene soprattutto nelle piccole realtà, meno nelle grandi città , si capisce bene il perché , ma di piccole realtà è piena l’Italia .Con il risultato penalizzante per tutti nel perdere numeri di iscrizioni e di conseguenza anche posti di lavoro .Dobbiamo accontentarci di una cosa per volta , perché sono dell’avviso che i casi suddetti possono venire allo scoperto e quindi neutralizzati solo costringendo ogni insegnante a prendersi , da solo , la responsabilità di una classe . Nessuno si può più camuffare nella giostra del team di due ,tre ,quattro e anche cinque insegnanti : non è assolutamente vero il discorso della mamma che dice “ di tre almeno una sarà buona “! Se ci sono persone non valide fanno danno lo stesso penalizzando anche chi vi lavora insieme .
    Purtroppo per gli esuberi c’è sempre il solito sistema quello uguale per tutti : cioè l’anzianità lavorativa ; per adesso non ci altre vie , la meritocrazia tanto declamata ,in questo stato di cose ,è ancora lontana quasi un’utopia nel nostro campo dove i risultati si dovrebbero quantificare nella qualità più che nella quantità . Test ,concorsone , esami per titoli , nessuno li vuole ,si troverà un criterio trasparente e più valido ….io sono ottimista ,basta avere pazienza .
    Ritornando agli esuberi ,riportando le voci di questi giorni che precedono le iscrizioni ,non ce ne dovrebbero essere tanti ,visto che tutte le scuole , hanno consigliato le 30 ore.
    Tutto sarà più chiaro quando assegneranno l’organico di fatto .

  21. nella dice:
    Pubblicato giovedì 21 maggio 2009 alle 10:34

    care colleghe chi vi parla è una docente titolare di trattamento testi che insegna da trenta anni e sdesso ti sembra giusto che veniamo buttati dalla finestra dopo anni di gavetta e professionalità io soero che la gelmini ripensi a quello che sta facendo altrimenti non credo che potrà dormire sonni tranquilli.
    licenzi i vagabondi e lasci in pace quelli che lavorano da una vita

  22. luna dice:
    Pubblicato giovedì 21 maggio 2009 alle 15:51

    Cara collega Nella, ho capito benissimo cosa farebbe alla Ministra , ma non ho capito il suo problema ….la mandano forse in pensione d’ufficio con 30 anni di servizio ?

  23. Elyno dice:
    Pubblicato domenica 24 maggio 2009 alle 22:23

    Caro maestro Alberto , nel tuo sito non c’è più il mendicante gelminiano …!!E come mai ?Aveva proprio stancato ,faceva veramente pena ,non tanto lui ,quanto chi l’ha creato …

  24. Maestro Alberto dice:
    Pubblicato domenica 24 maggio 2009 alle 22:28

    non sono io a decidere le pubblicità, in ogni caso quelle politiche sono tutte brutte e, soprattutto, false

  25. Elyno dice:
    Pubblicato lunedì 25 maggio 2009 alle 13:29

    L’idea che mi passa dal web su di te è quella di una persona molto saggia ,sarei stata delusa da un’altra risposta ….. grazie maestro!

  26. Maestro Alberto dice:
    Pubblicato lunedì 25 maggio 2009 alle 13:33

    sarà la vecchiaia… 🙂

  27. nella dice:
    Pubblicato martedì 23 giugno 2009 alle 13:41

    sono una collega di di a075 e a076 vorrei proprio sapere se alla fine ci toccherà di nuovo riconvertirci e in cosa poi? Io me ne andrei subito ma con 29 anni mi darebbero certamente una fesseria e non mi sembra proprio il caso..

  28. nella dice:
    Pubblicato martedì 23 giugno 2009 alle 13:43

    cara luna quando parlavo di trenta anni di servizio non era certo per mancanza di rispetto vero coloro che ne hanno pochi ma io non sono più una ragazzina e vorrei proprio che la ministra ci lasciasse in pace ti auguro buone cose ciao

  29. Elyno dice:
    Pubblicato mercoledì 24 giugno 2009 alle 15:46

    Cara nella , non ho minimamente pensato che volevi mancare di rispetto a chi avesse meno anni di servizio di te ,anche perché non si capisce nel post quale era il problema ,che tu hai sintetizzato adesso ,di voler essere lasciata in pace .
    Ricorda comunque che con il lavoro che facciamo, anche quando non si è più ,come dici tu,giovani (fuori )dobbiamo sempre riinventarci ,è quasi un obbligo , non abbiamo in mano scartoffie, ma qualcosa di veramente delicato come sono i bambini ,e questo indipendentemente dalle riforme.
    Ciao nella e buone vacanze .

  30. Aluania dice:
    Pubblicato venerdì 18 settembre 2009 alle 16:32

    ma se per anni abbiamo assistito ad un “magna magna” generale nel settore pubblico (scuola, sanità, amministrazione) era pure ora che le cose cominciassero ad essere messe a posto… purtroppo la gente in Italia non è abituata a fare le cose per bene, e ora che qualcuno vuole farle, si lamentano perchè perdono i posti di lavoro che sono stati promessi con raccomandazioni. Sono d’accordo con l’idea di meritocrazia.

  31. Gianluca dice:
    Pubblicato sabato 17 ottobre 2009 alle 09:36

    Vi sembra eticamente corretto che e’ necessario effettuare un prelievo dallo stipendio se un dipendente pubblico si ammala ?

  32. Maria Concetta dice:
    Pubblicato venerdì 19 febbraio 2010 alle 03:10

    La posizione attuale di molti insegnanti, specialmente quelli di “trattamento testi e dati”, è molto grave. Non sono stati presi in considerazione i diritti dei lavoratori, che dopo anni di sacrificio e di precariato si trovano senza un posto di lavoro, in balia di un futuro incerto e indefinito. Come dare sicurezza, speranza e avvenire alle nuove generazioni, se siamo noi docenti, a non averecertezze nella vita; ribadisco il concetto che questa riforma , non ha tenuto conto della dignità, della professionalità e dei sacrifici degli insegnanti. Nella speranza di ritrovare una scuola pubblica al servizio di tutti i docenti ed alunni, invitiamo così il governo ad ascoltare il malcontento generale rivedendo le propie posizioni.

    MA I SINDACATI DOVE SONO??????????????????????????????????

  33. Luigi dice:
    Pubblicato venerdì 5 marzo 2010 alle 16:48

    Non riesco a capire come mai una disciplina come “trattamento testi e dati” sia stata esclusa dal nuovo ordinamento. Sono convintuo che a livello ministeriale non si abbia una vera e propria idea del tipo di lavoro che effettivamente viene svolto in classe. Non si tiene conto di 2 fattori che ritengo di fondamentale importanza:
    1 – l’interesse e l’entusiasmo dei ragazzi nei confronti di questa materia che da loro un’impronta altamente professionale e li pone allo stesso livello dei loro coetanei europei e mondiali.
    Tutti sono capaci di approcciare un p.c., bisogna però vedere con quali capacità esso viene usato;
    2 – la possibilità che i ragazzi avranno, una volta lasciata la scuola, di entrare nel mondo del lavoro. Non bisogna dimenticare che questa disciplina permette di svolgere un tipo di professione che attualmente è molto richiesta. Ogni giorno possiamo leggere dalle offerte di lavoro che si richiede la conoscenza del p.c. e i suoi vari usi.
    E’ assurdo tutto ciò che sta avvenendo e mi chiedo se, a livello sindacale o in altre sedi dedicate ci si stia muovendo per cercare di riparare agli inevitabili danni.

  34. Carla dice:
    Pubblicato venerdì 10 settembre 2010 alle 07:23

    Scuola: continua lo sciopero e la protesta dei docenti contro la riforma Gelmini.
    Lo scorso anno scolastico si è chiuso all’insegna delle proteste di molti docenti che hanno manifestato contro la politica di questo governo di centro-destra nei confronti della scuola pubblica.
    Il nuovo anno scolastico che è cominciato per i docenti il 1° settembre ha inizio con l’invio di lettere e missive elettroniche da parte dei docenti precari della scuola e di alcune associazioni professionali degli insegnanti al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e dei funzionari dello stesso dicastero.
    Il presidente nazionale dell’ASSODOLAB, prof. Agostino Del Buono, ha così commentato: «La Scuola riaprirà ma con molte incertezze per i docenti di ruolo della A075 e A076 dopo l’esito del ricorso al TAR del Lazio da parte dei docenti di Informatica».
    Dopo i docenti di Informatica inizia la protesta dei docenti di Trattamento testi e dati.
    Mentre i primi si sono rivolti direttamente al TAR del Lazio, vincendo il primo “round”, i secondi chiedono chiarimenti al Ministero dell’Istruzione tramite e-mail. Se non vi saranno risposte convincenti, anche loro potrebbero rivolgersi al TAR o addirittura al Consiglio di Stato. La lettera, inviata all’onorevole Mariastella Gelmini – Ministro dell’Istruzione – oltre che ai tre funzionari del dicastero, e a tutti i dirigenti di settore, porta la data del 18 agosto 2010, protocollo numero 130/2010.
    Nella missiva elettronica il prof. Agostino Del Buono, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Docenti di Laboratorio – in sigla ASSODOLAB – chiede ai destinatari del prezioso documento oltre a precisazioni e commenti inerenti l’Ordinanza del TAR del Lazio, Sezione III^ Bis, relativa all’accoglimento del ricorso n. 6218 del 2010, accolto nei limiti specificati in motivazione, ai fini del riesame da parte del Ministero dell’Istruzione delle “note ministeriali n. 1348, 4968 e 5358” relative all’attribuzione dell’insegnamento di «Informatica» a docenti appartenenti a più classi di concorso, compreso gli insegnanti che appartengono alle classi di concorso A075 e A076.
    «Ab immemorabili» – afferma il presidente dell’ASSODOLAB – la nostra Associazione ASSODOLAB ha chiesto a codesto Ministero dell’Istruzione: la fusione delle classi di concorso A075 e la A076 in una sola denominata “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”; l’affidamento dell’insegnamento di questa nuova disciplina di studio solo ai docenti che appartengono alla Classe di concorso A075 e A076; che la nuova disciplina doveva far parte delle discipline impartite nel biennio degli Istituti Tecnici Commerciali e Istituti Professionali per il Commercio riformati da codesto Ministero dell’Istruzione, ma a tutt’oggi il Ministero ha preferito inserire nel nuovo piano di riforma per gli Istituti Tecnici “Amministrazione, Finanza e Marketing” semplicemente la dicitura «Informatica» dando vita ad un ricorso collettivo da parte dei docenti della classe di concorso A042.
    Diversamente sarebbe andata – continua il presidente Del Buono – se fosse stata “creata” dal dicastero una nuova disciplina con una nuova denominazione come quella voluta fortemente dai docenti interessati della A075 e A076 dalla locuzione alquanto accattivante e più reale: “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”.
    Nella parte conclusiva della missiva, il responsabile nazionale dell’Assodolab, oltre che ad elencare gli argomenti dei corsi di formazione e aggiornamento che l’Ente accreditato e qualificato dal MIUR secondo la Direttiva n. 90 del 01/12/2003 ha effettuato in questi dieci anni di attività, afferma che la maggior parte dei soci e simpatizzanti dell’Associazione che appartengono alla classe di concorso A075 e A076 sono anche disponibili alla frequenza di un corso abilitante in «Informatica» purché vengano inquadrati nel VII livello retributivo del personale docente.
    Intanto, mancano solo una quindicina di giorni all’inizio del nuovo anno scolastico in tutta Italia e i docenti non sanno ancora nulla sul loro avvenire nella Scuola riformata dalla Gelmini.
    Intanto i docenti precari di tutta Italia hanno iniziato uno sciopero della fame e la rabbia si estende nel nostro Bel Paese. Taranto, Benevento, Roma e Pordenone, questo le prime quattro città italiane dove ha avuto inizio lo sciopero della fame da parte dei docenti, a cui è seguito la protesta di alcuni insegnanti di Milano e di Palermo. Insomma, questo anno scolastico partirà all’insegna di malcontento generale contro il ministro Gelmini, la politica scolastica di questo Governo di centro-destra ed il taglio dei posti di lavoro dei docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento che rischiano di accedere in questo anno scolastico, solo alle supplenze brevi, nella migliore delle ipotesi.

    Carla Minchillo
    carla.minchillo@tiscali.it

  35. Libero dice:
    Pubblicato giovedì 24 maggio 2012 alle 07:26

    I docenti di trattamento testi dovrebbero già ringraziare Dio di aver lavorato nella scuola con un semplice dipolma fino ad ora, ci sono migliaia di persone con il fior fiore di lauree che sono ancora precari grazie ai politici e ai sindacati che per far cassa hanno “accontentato” troppa gente ed ora la scuola è piena di gente che non serve a nulla… e voreste insegnare anche informatica! E quando l’avreste imparata, o credete che scivere in word sia l’informatica?

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