Archivio per gennaio, 2006

Carnevale 2006

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Il carnevale è il periodo di festa tra l’Epifania e l’inizio del periodo quaresimale. Cambia quindi ogni anno a seconda di quando viene la Pasqua.

Il carnevale culmina nei giorni definiti grassi , dal giovedì al martedì prima del Mercoledì delle Ceneri, quaranta giorni prima di Pasqua (escludendo le domeniche), quando per la Chiesa Cattolica inizia la Quaresima, quest’anno il 1° marzo.

Mio figlio Leonardo

Una storia sul carnevale e le sue origini la troviamo su Wikipedia. La pagina contiene anche una serie di collegamenti sui carnevali celebri in Italia e nel mondo.

Storia, maschere, costumi e filastrocche sulla festa si trovano anche su Le Mille Bolle Blu.

I soliti siti internet che spesso trattatiamo in queste pagine, dedicano anch’essi uno speciale al carnevale. E’ il caso di Bambinopoli e di Infanziaweb, con le poesie e i lavoretti da realizzare.

I migliori speciali sono, come spesso accade, quelli di La Girandola e di Filastrocche.it.

Il primo con la sua eccellente selezione di links sulle maschere, le poesie, i racconti, il carnevale nel web, in Italia e nel mondo.

Il secondo, da non perdere assolutamente, propone invece ricette, passatempi, filastrocche, notizie storiche, giochi, idee per la realizzazione di costumi, decorazioni, festoni, maschere, corone e cappellini.
Ricchissimo come sempre. Da non trascurarere anche gli archivi delle maschere dal 2001 in poi. Superconsigliato!

Due siti interessanti sono quelli di Festivals, a cura della scuola elementare Via Conforti di Rivazzurra di Rimini, che si occupa delle feste da celebrare a scuola, e di Quantomanca, con la sua guida alla scoperta delle principali maschere tradizionali italiane.

Per chi cerca maschere e disegni da colorare, tra le sconfinate proposte che si trovano in rete, propongo una serie di link:

maschere in stile cartoon
maschere da buoni e cattivi, da Rai junior
artistiche e creative in inglese
fumettistiche, in inglese, molto graziose
teletubbies, in inglese, dalla BBC
uno scimpanzé
un panda
un panda tridimensionale, in inglese, da scricare e costruire
stile Halloween, in inglese
mascherine classiche copri occhi, in inglese
in stile etnico africano, in inglese
da realizzare a scuola, in inglese da Enchantedlearning
da fare a mano
colorate di animali, in inglese
da scaricare e costruire, molto originali, in inglese e fancese
da realizzare, in inglese (links in basso sulla destra)
da stampare e colorare
in stile circo
selezione di pagine da colorare, in inglese
altra selezione di maschere tipiche
magnifiche maschere di animali, in inglese, da Jan Brett

Menzione particolare meritano le maschere di Midisegni, come al solito molto graziose, i disegni da colorare sul carnevale di SimoneRossi e la ricchissima varietà di maschere da costruire in vario modo proposta da Lannaronca che merita assolutamente una visita.

Voglio segnalare anche i magnifici sets per la grafica web di Shangri-La, meravigliosi elementi per corredare i lavori fatti col computer.

Interessante la selezione delle maschere tradizionali di Tuttoscuola con un’utile breve descrizione delle loro caratteristiche. Il sito proone anche filastrocche, ricette e la storia del carnevale.

Infine, per chi vuol disegnare una maschera in modo personale, per realizzare un lavoretto originale e inimitabile, propongo l’uso di un piccolo e geniale software (56 kb appena), scaricabile da VBscuola, a questo link diretto.

Il programma si chiama Simmetrie e lo si trova in fondo alla pagina. Una volta scaricato non ha bisogno di installazione, si avvia con un semplice doppio click e permette la realizzazione di disegni simmetrici in maniera molto facile ed immediata.

Simmetrie

E’ infatti un software di grafica che consente al bambino di disegnare sul monitor, con alcuni semplici effetti. Mentre disegna, egli può visualizzare in tempo reale l’immagine speculare (orizzontale o verticale) del suo disegno.

Superconsigliato anche agli insegnanti per i lavori da realizzare in laboratorio, a scuola con i bambini.

Alcune maschere fatte a scuola

Questi sono solo alcuni esempi di lavori realizzati in pochi minuti a scuola dai miei allievi.

Maschere fatte a scuola colorate

Per tornare all’argomento più specifico della festa folkloristica, segnalo una serie di links sui principali carnevali italiani.

In questo ci aiuta anche una mappa, regione per regione dell’Italia, per scovare i migliori itinerari turistici, quella di Pleinair 2005, pagina purtroppo non più attuale, aggiornata al 2006 (più ricca ma senza l’utile cartina!).

I principali carnevali italiani, partendo da nord:

Varres (Ao), carnevale storico
Pont-Saint-Martin (Ao), carnevale storico
Madonna di Campiglio (Tn), carnevale asburgico
Muggia (Ts)
San Giovanni Bianco (Bg)
Bagolino (Bs)
Ivrea (To), sito ufficiale
Ivrea (To), sito non ufficiale
Santhià (Vc)
Vercelli
Loano (Sv)
Venezia
Cento (Fe)
Busseto (Pr)
Imola (Bo), Fantaveicoli
Viareggio (Lu)
Foiano (Ar)
Sant’Eraclio di Foligno (Pg), Carnevale dei Ragazzi
Acquasparta (Tr)
Fano (PU)
Offida (Ap)
Ronciglione (Vt)
Manfredonia (Fg)
Putignano (Ba)
Massafra (Ta)
Castrovillari (Cs)
Acireale (Ct)
Misterbianco (Ct)
Termini Imerese (Pa)
Sciacca (Ag)
Tempio Pausania (Ss)
Carnevale in Sardegna 1, Mamuthones di Mamoiada, Boes e Merdules di Ottana…
Carnevale in Sardegna 2, S’Urtzu di Samugheo, la Sartiglia di Oristano, Cagliari…

Tanti altri Carnevali s’incontrano in giro per l’Italia, grandi e piccini, tradizionali e recenti, tutti colorati e festosi… Non me ne voglia chi non è stato citato in questo elenco!

Giocattoli: uso consapevole

Nel periodo natalizio i nostri bambini hanno ricevuto molti regali, forse troppi. Alcuni sono piaciuti, altri meno, altri ancora sono stati subito messi da parte.

Sappiamo bene che i giocattoli sono utili ai bambini perché ne stimolano lo sviluppo e li aiutano a riconoscere le proprie capacità, tuttavia, vista la sempre più vasta offerta di articoli (provenienti spesso anche da mercati asiatici a basso costo), è necessario verificarne con cura le caratteristiche.

I giocattoli debbono rispondere ad alcuni requisiti fondamentali:
1. devono essere adatti alla età del bambino;
2. devono essere duraturi, versatili ed essere riutilizzabili;
3. devono essere divertenti ed aiutare a comprendere il mondo che circonda il bambino;
4. non devono causare pericoli, né danni per la salute;
5. non devono provocare danni all’ambiente con delle sostanze nocive (produzione e smaltimento);
6. si possono “creare” giocattoli con oggetti veri o costruirli con l’aiuto di un adulto, per limitare l’uso di articoli preconfezionati, tutti uguali.

Una guida molto esauriente sul tema la troviamo sul sito di centroconsumatori.

I giocattoli, dunque, devono essere a norma di legge. Dal 1978 esiste l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli, che è un ente privato riconosciuto dal Ministero delle Attività Produttive e notificato dal 1992 alla Comunità Europea. Come si legge nel sito stesso, esso fa parte delle più importanti commissioni nazionali e internazionali per le normative di sicurezza.

Qui si possono trovare tutte le informazioni utili, le prove, le classificazioni e le guide all’uso sicuro e consapevole del giocattolo.

L’ente concede i propri marchi “alle aziende i cui prodotti hanno superato positivamente prove molto severe e che accettano un rigoroso controllo in fase di produzione (ispezioni) eseguito da incaricati dell’Istituto che seguono specifiche procedure codificate di campionamento”.

I marchi sono questi:

Logo Giocattoli Sicuri

Logo Sicurezza Controllata

Ai quali va aggiunto il logo dicertificazione della Comunità europea:

Certificazione Comunitá  Europea

E’ necessario fare attenzione a questi marchi perchè, purtroppo, talvolta sono oggetto di contraffazione.

Un consiglio: conserviamo con cura i giochi ai quali il bambino si affeziona, ma regaliamo quelli inutilizzati e ancora in buono stato a chi ne ha bisogno e non può averne…

Un discorso a parte meritano i giochi elettronici, sempre più oggetto dei desideri dei bambini. Mi riferisco soprattutto ai giochi per Play Station, X Box, Game Boy, Psp, Digiblast, Pc.

Digiblast

Per prima cosa è necessario controllare l’età consigliata dalla confezione (+3, +7, +12, e così via), non ha alcun senso far giocare un bambino di 5-6 anni con un gioco per ragazzini più grandi (per esempio un +12), perché questi risultano difficili e spesso violenti. Se proprio lo dobbiamo fare, è consigliato l’accompagnamento di qualche adulto “smanettone” che sappia cosa fare.

Evitare di giocare per troppo tempo, senza pause. Stabilire regole precise per l’uso dei giochi. I divieti assoluti non servono a niente, perché il bambino cercherà di giocare di nascosto.

Evitare possibilmente i giochi troppo violenti, come quelli che in gergo vengono chiamati “sparatutto” e “picchiaduro” e quelli con contenuti razzisti. Privilegiate i giochi di ruolo e d’avventura.

Limitare le forme di alienazione e di dipendenza da giochi i cui protagonisti richiedono una cura costante da parte del giocatore, tipo Tamagotchi o Nintendo Dogs, per capirsi.

Ben pochi genitori hanno il tempo, la voglia o le capacità per giocare assieme ai figli con la Ps2 o il GameBoy, ma un minimo sforzo di controllo va sempre esercitato.

Per chi invece ha i requisiti tencologici per controllare l’operato dei figli, consiglio di far in modo di aiutarli nella interpretazione e la soluzione dei giochi, vi accattiverete la loro simpatia e loro stima molto facilmente…

PlayStation2

Sono necessarie due caratteristiche fondamentali: competenza tecnologica e conoscenza dell’inglese. Esistono siti (quasi esclusivamente in inglese) che forniscono trucchi e soluzioni ai giochi, i quali sono sempre più complessi e articolati.

I siti che ho trovato in italiano sono piuttosto poveri e spesso a pagamento, tra i meno peggio segnalo Gamesurf e Gamestar.

Il migliore che ho trovato, in inglese, è GameFAQ’s, dal guale si possono scaricare soluzioni molto precise di una grande quantità di giochi.

Ricordo che molti giochi (di quelli più famosi) hanno almeno un sito internet loro dedicato.

In conclusione, a mio parere, alcuni videoghiochi possono aiutare i nostri figli ad apprendere divertendosi (in particore i software didattici), tuttavia se non amate i videogiochi, evitate di regalarli, oppure cercate di imparare con loro…